• lunedì 6 Febbraio 2023 20:43

Dopo le feste caos raccolta dei rifiuti

Gen 3, 2023

Meglio del disastro del quinquennio Raggi ma gli standard di pulizia post capodanno sono tutt’altro che accettabili: intere strade ancora piene di rifiuti si alternano a zone tutto sommato pulite.
Sia chiaro: pulite non vuol dire davvero pulito come ci si aspetta per la Capitale. Significa che intorno ai cassonetti ci sono giusto cartacce o poco più.
Per il resto, quando i cassonetti risultano essere stati svuotati sono comunque frequentemente “ostaggio” dei rifiuti che si sono accumulati intorno nei giorni di festa, quando i contenitori erano pieni. E che Ama, passando a raccogliere l’immondizia con i camion compattatori, non ha rimosso da terra. Un compito, quello di raccogliere i riufiuti intorno ai cassonetti che spetta agli uomini che girano sui camioncini, i cosiddetti “squaletti”. Rifiuti abbandonati che, anche fossero stati correttamente differenziati, finiscono poi comunque nel cassonetto dell’indifferenziato visto che non è permesso, per ragioni di igiene e sicurezza, ai netturbini di aprire i sacchetti per controllarne il contenuto.
Il giro per le strade di Roma avviene nel primo giorno di rientro dopo Capodanno: Monteverde, Portuense, Prenestino, Tiburtino, Prati, Esquilino, Eur Mostacciano presentano tutti più o meno la stessa situazione.

Ovvero: i cassonetti della carta sono strapieni, i cartoni giacciono ormai abbandonati intorno. Con la speranza che non piova o tutta questa roba si trasformerà rapidamente in un pantano di cartapesta. Anche quelli della plastica risultano spesso pieni. Sono vuoti, più o meno, quelli dell’indifferenziato e dell’umido. Ma tutte le “isole” composte da 3 o 4 contenitori sono quasi sempre circondate da un tappeto di sacchetti abbandonati.
La raccolta, raccontano tutti i residenti delle diverse zone, si è riattivata fra il 1 e il 2 stesso con il passaggio dei camion compattatori. Compattatori però del tutto insufficienti a risolvere i problemi: per ripulire davvero le strade e le zone secchioni servono gli uomini con gli “squaletti” cioè con quei furgoncini con il cassone aperto: a loro spetta l’ingrato compito di raccogliere tutti i rifiuti i terra, reinserirli, se possibile, nei secchioni oppure caricarli, in caso di rifiuti particolari, nel cassone del furgone.
Questa parte della ripresa del lavoro è ancora lentissima e si somma a strade in cui si è lontani da un livello appena accettabile del sistema di raccolta rifiuti.
Se Centocelle è sostanzialmente pulita, la zona del Prenestino fra Tor de’ Schiavi, via Anagni, Malatesta è ostaggio di secchioni sommersi di rifiuti.
Se l’Esquilino è in alcuni tratti, come via Filippo Turati, pulita in altri presenta il solito caos di rifiuti, come molte zone secchioni di piazza Vittorio Emanuele o via Principe Eugenio.
La situazione è totalmente a macchia di leopardo: capita che sulla stessa strada vi siano secchioni vuoti e puliti e subito dopo secchioni pieni di rifiuti. Esempio via Tiburtina all’altezza di via del Casale di San Basilio è sporca, e 500 metri dopo è pulita.
O, ancora in Prati, a Monteverde, Portuense, Garbatella, Gianicolense, Spinaceto, Tor de’ Cenci si alternano angoli puliti o quasi ad angoli assolutamente pieni di rifiuti.
Un degrado spesso aumentato anche dalla tipologia di cassonetti: di fronte ai palazzoni di Parco de’ Medici ci sono ancora i cassonetti di 15 anni fa, ovviamente distrutti o quasi. Un degrado, poi, spesso aumentato dall’inciviltà di molti che abbandonano materassi, mobili, elettrodomestici fra i resti del cenone di capodanno.

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