• giovedì 29 Settembre 2022 06:09

COSA CHIEDE REALMENTE IL CAMPIDOGLIO
PER DIRE SÌ AL PROGETTO PARNASI

 
La partita è iniziata ieri mattina con l’apertura della Conferenza di Servizi preliminare che deve esaminare lo studio di fattibilità presentato dalla Eurnova, società del Gruppo Parnasi, per la realizzazione dello Stadio della As Roma a Tor di Valle.
Si va, come anticipato da Il Tempo, verso un sì all’interesse pubblico ma pesantemente condizionato da molte prescrizioni.
Andiamo per ordine.
Primo tempo, in mattinata, con tutti i responsabili dei diversi uffici tecnici capitolini interessati. Secondo tempo, dalle 3 fino alle 6 del pomeriggio, con tutti gli altri Enti che, in qualche modo, hanno voce in capitolo nella vicenda.
Secondo lo staff dell’assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo, prima di lunedì o martedì difficilmente la Conferenza terminerà i suoi lavori. Altre voci parlano di tempi più lunghi.
All’incontro era presente un nutritissimo gruppo di funzionari del Gruppo Parnasi, dall’avvocato Giovanni Valeri a uno dei progettisti, Lorenzo Busnengo, a guidare una pattuglia di una quindicina di persone.
Domani nuovo round dei soli funzionari capitolini ai quali si affiancherà l’Urbanistica della Regione.
 
Molte le problematiche emerse in questo primo incontro e queste sono le prime prescrizioni che potrebbero interessare il progetto.
Primo problema, la sostenibilità urbanistica: perplessità sull’estensione della proprietà Parnasi sul totale dell’area interessata dall’intervento, circa il 50%.
Anche il Commercio ha espresso prescrizioni: primo punto, le attività commerciali previste, rimanendo aperte anche al di fuori delle partite, fanno scattare le norme previste per la creazione di centri commerciali, quindi parcheggi dedicati e aree carico scarico merci. 
Costi delle opere pubbliche: dalle verifiche effettuate dal Campidoglio, il costo, preventivato in 270 milioni di euro da Parnasi dei quali 50 coperti dal privato e 220 da coprirsi con cubature aggiuntive, viene ritenuto decisamente sottostimato anche perché manca ancora la relazione geologica.
 
 
Espropri: manca il piano particellare, quindi difficile fare valutazioni e procedere con l’iter degli espropri e quindi non si può esprimere un parere.
Grande nodo, la mobilità e infrastrutture. Il Comune chiede di: rivedere il progetto su Via del Mare e via Ostiense, unificandole dal Raccordo a viale Marconi e rivedendo le rotatorie fra il GRA e via Sanzotta; di prevedere interventi di trasporto sulla Roma-Lido di Ostia che portino la frequenza a 12 treni l’ora, escludendo il prolungamento della Metro B; di adeguare le connessioni pedonali fra la stazione di Tor di Valle e lo Stadio. Altre perplessità nascono dai parcheggi. Tema connesso con il trasporto pubblico, maggiore l’uno e minore è il privato, sia il costo (10 € a partita) che favorirebbe la sosta selvaggia che la dislocazione delle vie di uscita destano preoccupazione per l’uscita degli spettatori.
 
 
Desta, infine, grande preoccupazione, per i funzionari dell’Assessorato all’Ambiente, anche la questione della Riserva naturale della Tenuta dei Massimi e la parte progettuale ambientale ritenuta poco chiara. Inoltre, gli elaborati presentati non sono un vero e proprio rilievo dell’esistente: non è chiaro quali aree effettivamente saranno interessate dagli interventi ambientali. 

 

In mattinata, il sindaco Marino ha incontrato l’architetto Daniel Libeskind e il costruttore Luca Parnasi: “Sono stato molto chiaro: vogliamo essere certi dell’utilità pubblica dell’opera, vogliamo certezze sulle volumetrie da aggiungere e abbiamo delle perplessità. Vogliamo un trasporto su ferro, con una metropolitana di superficie, che ci possa garantire una migliore viabilità”.

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