• giovedì 19 Maggio 2022 02:00
In attesa della chiusura ufficiale della Conferenza di Servizi che si è aperta lo scorso 31 luglio, emergono nuovi dettagli circa la “contropartita” che il Comune sta prescrivendo a Parnasi per dare il via libera al progetto Stadio di Tor di Valle.
Ancora non si ha notizia se sia giunto il piano delle particelle catastali richiesto agli emissari di Parnasi lo scorso 31 luglio da svariati uffici capitolini. Senza di quello, non è possibile scrivere pareri reali. E sarebbe anche in corso un confronto fra Giunta e Consiglio circa l’interpretazione del termine di 90 giorni previsto dalla legge per completare questo primo step. Il termine include anche il voto d’Aula o basti la delibera di Giunta?
Nella migliore delle ipotesi – basta la Giunta per rispettare il termine – forse si fa in tempo. Per il Consiglio certamente no, visto che la Conferenza non è ancora chiusa.
Ricordiamo che la norma prevede che, su richiesta del proponente, Palazzo Chigi, prima di commissariare il Comune, conceda ulteriori 30 giorni per finire. La vera dead line, quindi, è il 26 settembre, sempre che Parnasi già il 28 agosto bussi da Renzi.
Durante la Conferenza, gli Uffici hanno richiesto di portare la frequenza dei treni della Roma-Lido a 12 l’ora, cioè un treno ogni 5 minuti. Ma quando? Durante le partite o sempre? Solo da Piramide a Tor di Valle o sull’intera linea?
Arrivano i chiarimenti: l’attuale frequenza è un treno ogni 10 minuti e quindi va raddoppiata; solo fra Piramide e Tor di Valle e in occasione degli eventi.

L’investimento non è inferiore a 10 milioni di euro e riguarda solo le infrastrutture: stazioni, cabine elettriche, scambi, segnalamento. Non dovrebbe essere necessario acquistare nuovi convogli, ognuno dei quali costa circa 5 milioni di euro. È in arrivo, bandita dalla precedente Giunta Alemanno, una fornitura di 13 nuovi treni, parte dei quali andrebbe sulla Roma Lido e parte sulla linea B. In più, sono in ristrutturazione alcuni convogli che prima giravano sulla B e che andranno sulla Roma Lido, portando il numero dei treni in servizio al quantitativo necessario ad assicurare il raddoppio delle attuali frequenze.

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