• sabato 8 Maggio 2021 07:18
Anguillara Sabazia

Domenica 4 e lunedì 5 ottobre i cittadini di Anguillara Sabazia saranno chiamati a scegliere il nuovo sindaco nelle elezioni comunali anticipate. A contendersi la poltrona di primo cittadino al ballottaggio sono due candidati dei tradizionali centrodestra, Angelo Pizzigallo, e del centrosinistra, Michele Cardone.

Nel 2016, nel momento del massimo fulgore dei grillini, venne eletta sindaco al ballottaggio Sabrina Anselmo, del Movimento 5Stelle che, con il 55% batté al ballottaggio Antonio Pizzigallo, padre dell’attuale candidato, fermatosi all’epoca a un soffio dal 45%. L’anno successivo, arriva al capogruppo grillino in Comune un plico anonimo contenente una sentenza di condanna della Anselmo per calunnia per fatti risalenti al 2006: in quell’anno, la Anselmo aveva denunciato lo smarrimento di tre assegni incolpando tre persone che lei sapeva in realtà innocenti. Nel 2008 si arriva al patteggiamento e, quindi, la sentenza, come da legge, non era stata inserita nel casellario giudiziario del Sindaco ma per i grillini la gravità era l’omessa comunicazione della condanna. Partono le querelle interne che finiscono per distruggere la compattezza della maggioranza fino a che, a febbraio 2020, il giochino si rompe e i consiglieri firmano le dimissioni di massa.

A questa tornata elettorale i grillini non si sono neanche presentati al giudizio degli elettori. Dopo il primo turno, il candidato di centrodestra, Angelo Pizzigallo, figlio di Antonio due volte sindaco di Anguillara nel decennio scorso, è in testa con 3.496 voti pari al 35,05%. E al ballottaggio si scontrerà con Michele Cardone, candidato del Pd e di una lista civica, fermo al 30% con 2971 voti.

Le liste di centrodestra a sostegno di Pizzigallo, sono la Lega e Forza Italia insieme, primo partito con il 28%; e Fratelli d’Italia, 759 voti e l’8%.

Il Pd è secondo, con 2069 voti e il 21,73%. Rispetto al 2016, a parte la scomparsa dei 5Stelle, va registrato l’aumento sia del Pd, passato dal 16,6% del 2016 al 21,7% di questa tornata, che di Fratelli d’Italia, che era a meno del 5% e ora è appena sotto l’8%. Menzione a margine per Lega e Forza Italia: nel 2016 i salviniani non erano presenti e Forza Italia da sola prese il 15,5%. Quest’anno si presentano accoppiate in uno stesso simbolo e si accreditano con il 27,8%.
La partita, ovviamente, si giocherà sui due candidati rimasti fuori dal ballottaggio: Francesco Falconi, a capo di una sola lista civica che ha preso il 21,5%; e Sergio Manciuria, fermo al 12.5%. Nessun apparentamento formale ma se per Manciuria l’area di riferimento è quella del centro moderato vicino alle posizioni di Luciano Ciocchetti, molto più contendibili sono i voti di Falconi, che ha ereditato dai 5Stelle il forte attivismo sui social e la grande attenzione al Piano Regolatore del Comune.

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