• martedì 28 Settembre 2021 00:19
2021 06 01 Targa Ciamp

Se l’incidente di Nîmes – un post della Raggi con la foto dell’arena di Nîmes al posto del Colosseo a metà aprile scorso – sembrava il fondo, con Ciampi l’Amministrazione ha iniziato a scavare: di fronte al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ai presidenti di Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e Camera, Roberto Fico, doveva essere inaugurata piazza Carlo Azeglio Ciampi. Inaugurazione abortita: la targa stradale, quella classica in marmo, era sbagliata. Invece del nome corretto, Azeglio, era saltata una “g”. Mattarella, Casellati e Fico finiscono per doversene andare prima che la targa venisse scoperta.
Fino qui il capo del cerimoniale (scelto dalla Raggi a febbraio 2020 a 103mila euro annui) dovrebbe semplicemente essere rimosso per omesso controllo anche se, dalle informazioni che trapelano, i fulmini saranno scagliati su qualche oscuro dipendente dell’Ufficio targhe quando è al capo del cerimoniale, in special modo in eventi di tale rilievo, che compete la supervisione e il controllo su ogni aspetto, a partire dalla corretta ortografia di nomi e titoli.
La scusa fornita dal Campidoglio, però, (“targa pesantemente scheggiata”) riesce solo a peggiorare le cose: la targa è sanissima. Ma, appunto, scritta male.
A far andare ancora peggio la giornata, dopo la figuraccia di fronte ai vertici dello Stato, ci pensa Paolo Ferrara, consigliere pentastellato in Campidoglio, già assurto agli onori delle cronache e delle ironie sui social per l’uso decisamente disinvolto di photoshop come strumento sturatombini e per metafore pro Raggi particolarmente iperboliche.
Secondo Ferrara, “si avvicinano le elezioni e ormai si inventano tutto per fermare Virginia Raggi.  La targa con il nome sbagliato di Carlo Azeglio Ciampi non è un semplice errore. Vi sembra possibile? A me no”. In un mondo normale, effettivamente, non sarebbe possibile.
Ma siamo in un mondo nel quale il Campidoglio è stato in grado di resuscitare Abebe Bikila, morto nel 1973: nel 2018 venne dato come “ospite speciale della Appia Run” sul sito istituzionale del Comune. A giugno dell’anno prima, durante una puntata di Cartabianca la Raggi riuscì a confondere Guidonia con Genzano. L’anno precedente, durante la conferenza stampa sul “no” alle Olimpiadi la gaffe del Sindaco fu confondersi fra Europei e Mondiali. Una di quelle carine, avvenne prima che la Raggi fosse eletta, durante la campagna per le comunali, quando la futura Prima Cittadina confuse Arfio, account ironico e satirico, con Alfio Marchini, candidato concorrente della Raggi alle elezioni.
Ovviamente, la rilevanza come gaffeuse internazionale giunse con il post con cui la Raggi confondeva il nostrano Colosseo con la francese arena di Nîmes.
Quasi impossibile riassumere l’ironia tanto della politica (destra, sinisa, centro, sopra e sotto) che della rete: c’è chi ha rispolverato un classico del cinema italiano, “I Due Carabinieri” con Enrico Montesano e Carlo Verdone all’esame che sbagliano il nome di Alessandro Manzoni in Alberto (“Via Alberto Manzoni, senti come suona bene”), chi ironizza sui nomi dei Presidenti della Repubblica, chi si diverte in calembour sulla lettera “g”.

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