• martedì 22 Giugno 2021 21:38

Ventiquattresima replica e non è una soap opera sudamericana anni ’80. È il numero di presentazione dei bus cui siamo giunti con quello di questa mattina: 24.
E se non era per la pandemia, la Raggi avrebbe potuto insidiare il record dei film di Bud Spencer e Terence Hill che godono di almeno una replica l’anno.
Per undici volte nel 2019 il sindaco ha schierato una decina di bus in qualche piazza romana. Solo 8 volte nel 2020, ma, qui, appunto c’entra la pandemia. Ma nel 2021 la Raggi si sta rifacendo: con quella odierna al Sant’Eugenio, siamo già a cinque.
Facendo un conto, da quando è iniziata la kermesse (febbraio 2019), si è succeduta una presentazione al mese. E, considerando che di qui a fine 2021, saranno state consegnate 767 vetture, ogni 31 consegne c’è una presentazione.
In realtà, propaganda a parte, rimangono comunque svariati problemi sulla tenuta di Atac: intanto due vetture nuove su tre sono diesel. Ed è un controsenso visto che è stata la stessa Virginia Raggi ad annunciare il bando per i diesel dal centro di Roma per il 2024.
Secondo problema: nonostante l’arrivo di questi nuovi mezzi, ancora in questa settimana Atac non è riuscita a garantire che sulle linee formalmente garantite come pienamente accessibili ai disabili, il servizio venisse effettuato con bus adeguati: il 31 maggio infatti si sono registrati ben due giri di vetture della serie 5 che non sono dotate di dispositivi per portatori di handicap e hanno il palo di sostegno per i passeggeri montato al centro delle porte impedendo, così, la salita e discesa delle sedie a rotelle.
Da ultimo, il servizio reso negli orari notturni. Non ci sono solo le lamentele dei passeggeri per le attese alle fermate, ma ora c’è anche la controprova del sistema di affollamento delle vetture. Da alcuni mesi Atac ha reso disponibile per un numero di bus variabile fra un terzo e un quarto della flotta un sistema di monitoraggio del livello di assembramento. Insomma, attraverso un programma si può sapere quanto è pieno un bus. I notturni risultano frequentemente pieni, come nel caso della linea N11 “al completo” con una corsa su cinque.
Di fatto si tratta di una immediata conseguenza della diminuzione del numero di vetture in circolazione di notte e, quindi, di un calo nella frequenza delle corse che per alcune linee risulta salita da 15 a 25 minuti e, per altre, anche superiore: l’N90 sta a 29 minuti, l’N41 ogni ora. Per ciascuno di questi casi, in rete si trovano le lamentele dell’utenza e, frequentemente, anche la risposta dell’account twitter ufficiale dell’azienda, @infoatac, che conferma i ritardi: quasi sempre la causa dei salti di corsa è un guasto a una vettura, evento difficile se girassero i nuovi bus. Per inciso, i sistemi di rilevazione da remoto dimostrano come pochissime volte Atac usi vetture nuove per i notturni preferendo impiegare quelle più vecchie che, però, non sono dotate di sistema di rilevamento dell’assembramento.

 

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