• lunedì 27 Settembre 2021 23:31

 

Link: IlTempo.it

Settimo bus flambé del 2021: poco fa, a pendere fuoco, finendo di fatto distrutto – fortunatamente senza feriti ma con tanta paura – un vecchio Mercedes Urbanway del 2004 in servizio lungo via Flaminia in sostituzione del tram 2, fermo, grazie all’incapacità programmatoria di Atac e Campidoglio, ormai da un anno per problemi ai binari.

 

I precedenti di quest’anno riportano il 15 gennaio il primo, un Citaro del 2004 in servizio sulla linea 916 andato distrutto in via Pasquale II. Il 27 gennaio, il secondo, in via Casilina: un Iveco sulla linea 506 andato distrutto. Poi il 15 febbraio un principio di incendio sul 51 in via La Spezia. A seguire, due vetture distrutte: il 26 febbraio un 506 in via Tuscolana e il 28 una vettura fuori servizio carbonizzata sul Grande Raccordo anulare a Tor Bella Monaca. Il sesto il 10 maggio: a prendere fuoco, verso le 18 a Morlupo, una navetta messa da Atac in sostituzione dei treni della ferrovia Roma-Viterbo, altra perla nel rosario di pene che l’Azienda garantisce quotidianamente ai passeggeri. 

Da notare come anche la Corte dei Conti, nella delibera resa pubblicata ieri, abbia espresso molte riserve sui bus flambé ma, se non altro, viene fatto il punto sul numero di quelli ufficialmente comunicati da Atac: 17 nel 2020, 23 nel 2019 e 49 nel 2018.

I magistrati contabili hanno chiesto ad Atac di fornire chiarimenti ma l’Azienda si è trincerata dietro l’indagine della Procura. 

Dalla Regione Lazio attacca Chiara Colosimo: “L’ennesimo autobus in fiamme suona come una presa in giro per i cittadini romani. Mentre ieri, infatti, la Raggi ha presentato in pompa magna la nuova flotta Atac, oggi il trasporto pubblico scopre il suo vero volto. Le bugie dell’amministrazione capitolina come al solito hanno le gambe corte. É proprio ora di cambiare, Roma e i romani non si meritano di assistere a questi spettacoli“.

 

 

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