• martedì 28 Settembre 2021 01:24

È un’”agenzia” quindi non può, a stretto rigore giuridico, essere considerata una “partecipata” ma il destino dell’Agenzia comunale per le Tossicodipendenze segue lo stesso canovaccio già messo in scena dall’Amministrazione Raggi per Roma Metropolitane, Farmacap, Ama e svariate altre società finite sotto la lente della Corte dei Conti. E dal commissario straordinario dell’Agenzia, Antonio Martini (nominato da Ignazio Marino sindaco) parte l’annuncio di una causa contro il Comune.
Qui siamo alle banche che scrivono alla Raggi e all’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, per chiedere “chi ha il potere di firma sui conti correnti dell’Agenzia?”.
Ovviamente, quesito senza risposta.
Lo scorso 19 maggio il commissario Martini aveva scritto al Campidoglio (link: qui il testo della lettera) ricordando come avesse presentato dimissioni il 16 febbraio 2016 (la Raggi non era nemmeno stata eletta) “con richiesta di sostituzione che non è mai stata effettuata, nonostante la norma preveda la decadenza nei 45 giorni successivi dall’incarico e la responsabilità anche penale degli Organi che non provvedono alla sua sostituzione”. Il problema è che la banca che gestisce il servizio di tesoreria (Unicredit) ha chiesto (novembre 2018, settembre 2020, febbraio e aprile 2021) al Comune di chiarire chi siano i “soggetti legittimati alla firma, oltre che ad individuare un termine di validità di detti poteri”.
Scrive la banca (LINK: qui il testo della prima  e della seconda lettera di Unicredit al Comune): “Tenuto conto del ruolo svolto dal nostro Istituto, che in qualità di tesoriere dell’ente, deve garantire il regolare espletamento delle funzioni pubbliche” ci serve di avere l’”espressa conferma  dell’attualità dell’incarico del Commissario Straordinario Avv. Martini;  dell’attribuzione allo stesso oltre che dei poteri del Presidente e del Consiglio di Amministrazione anche di quelli del Direttore; e della scadenza temporale dell’incarico”. Era aprile scorso e la banca chiedeva una risposta entro 30 giorni.
L’abituale inerte silenzio dell’Amministrazione Raggi non rimane senza conseguenze. Come già accaduto per Farmacap e Roma Metropolitane, si avvicina l’impossibilità di “garantire il pagamento dei fornitori dell’Agenzia e il pagamento degli stipendi del personale dipendente”.
Attacca Francesco Figliomeni (FdI): “La Corte dei Conti ha accertato ‘diffuse carenze nel controllo sulle partecipate del Campidoglio e gravi ritardi nell’approvazione dei bilanci di alcune’. Ecco i punti cardinali dell’azione Raggi: mancanza di controllo, proliferazione di incarichi ed appalti e assenza di manutenzione e visione di sviluppo della città e delle sue società partecipate”.

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