• sabato 23 Ottobre 2021 23:55

Sullo Stadio prosegue la pantomima in Aula Giulio Cesare. Dopo essere entrata nel calendario dei lavori del Consiglio comunale il 28 giugno scorso, ed essere rimasta nel limbo delle delibere da discutere, oggi pomeriggio, finalmente, è partita l’analisi della delibera che revoca il pubblico interesse alla costruzione dello Stadio della Roma di Tor di Valle. Contraddicendo la previsione fatta dal sindaco, Virginia Raggi, oggi non si è votato nulla: saltato il numero legale, ci si vede domani, mercoledì, in seconda convocazione quando basteranno solo 16 presenti per la validità della seduta (contro i 24 di oggi).

La delibera è stata presentata dall’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, con un discorso piuttosto anonimo. Avviata la discussione generale sul testo, c’è stato tempo solo per l’intervento di Cristina Grancio, la pasionaria antistadio già grillina poi subito cacciata dai 5Stelle quando il Gruppo dei grillini ha virato dal “no” al “sì” a Tor di Valle. Subito dopo, come detto, niente più numero legale.

Da due giorni sono in atto grandi manovre che vedono i 5Stelle ormai junior partner del Pd che oramai si muove in soccorso di Virginia Raggi e dei suoi consiglieri.

Le pressioni mediatiche subite dai Dem, hanno imposto un repentino cambio di rotta: si è passati dall’ipotesi di presentare una richiesta di chiarimenti agli uffici per far accantonare (e decantare) la delibera, a una serie di emendamenti proposti, sette in totale, per avere una parvenza di giustificazione e votare la revoca.

Delle sette proposte di modifica, sei appaiono solo diversivi e uno ha un senso maggiore, quello con cui, se approvato, si cancellerà dalla delibera il riferimento più esplicito alla perdita di possesso delle aree subita fra ottobre e inizio luglio, da Eurnova a causa di un pignoramento per un credito ereditato dai precedenti proprietari dell’ippodromo.

 

Tecnicismi a parte, però, dalla giornata odierna emerge l’ennesima sconfessione della Raggi (“dovrebbe essere approvato oggi” aveva detto il Sindaco in radio) ma soprattutto arriva la conferma dell’impossibilità per i grillini di portare a casa un risultato: senza il Pd, la delibera non passa.

La ormai ex maggioranza non è stata in grado di assicurare il numero legale per i mal di pancia di molti dei suoi e, quindi, si è preferito virare su una più numericamente rassicurante seconda convocazione che, quindi, con soli 16 presenti, potrà anestetizzare, grazie ai voti garantiti dai Dem, gli eventuali assenti dell’ultim’ora.

In cambio il Pd incassa una modifica alla delibera che ha la firma del capogruppo, Giulio Pelonzi, che quindi può rivendicare il proprio successo.

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