• mercoledì 20 Ottobre 2021 14:58

Per la felicità dei pensionati degli sketch comici, da un paio di mesi a questa parte Roma pullula di cantieri: 34 i principali, aperti fra la fine di maggio e le ultimissime giornate di settembre. E insieme ai cantieri, anche la comunicazione social della Giunta capitolina si centra su questo sforzo: ville, alberi, strade, semafori, grandi (e contestate) opere, non c’è giorno in cui non giunga un aggiornamento da Palazzo Senatorio.
Le polemiche non mancano: né quelle politiche né, tantomeno, quelle delle categorie, specialmente le associazioni dei commercianti, che stigmatizzano questa super attività nell’aprire senza che i cantieri si chiudano mai.
Il caso più eclatante è quello di via Nazionale – ma in ottima compagnia con i cantieri di via del Tritone e via dei Cerchi – dove da un paio di mesi sono iniziati i lavori. Via Nazionale e via dei Cerchi rientrano nel Piano Sampietrini, ovvero nel percorso di rimozione dello storico “sercio” romano da sostituire con l’asfalto o magari solo da rimettere a posto.
Nel Piano Sampietrini rientra anche viale Aventino, cantiere aperto solo pochi giorni fa. Solo che si tratta di lavori che procedono a passo di lumaca: via Nazionale va avanti da un paio di mesi ma per ora si vedono solo reti arancioni e sampietrini ammucchiati. Stesso scenario in via dei Cerchi: cantiere lumaca e traffico impazzito. Ed è ovvio che il timore dei negozianti è che lo scenario si ripeta anche a viale Aventino.
Sempre in centro, a dominare è ancora la lentezza dei cantieri come quello di via del Tritone, il cui iter affonda nella notte dei tempi ma che va avanti con grande lentezza: qui si dovrebbero allargare i marciapiedi e sistemare meglio la preferenziale dei bus ma per ora non si vede la luce in fondo al tunnel.
Poi ci sono i cantieri della discordia, su tutti il Museo della Shoa a Villa Torlonia. La Comunità Ebraica ha rifiutato l’invito all’inaugurazione dei lavori considerando l’avvio del cantiere troppo vicino alle elezioni e troppo lontano negli anni da quanto l’opera ha preso le mosse.
Altro giro, altri cantieri: quelli delle ciclabili della discordia, come l’ultimo, a via Pineta Sacchetti fino al Policlinico Gemelli, dove si sta realizzando una pista per le bici. Se non altro è una pista protetta e non una di quelle realizzate con una passata di vernice tipo Prenestina e Tuscolana, ma l’effetto del cantiere e della futura pista si avverte in modo molto sensibile sul traffico che impazzisce praticamente h24.
La comunicazione sui social media da parte degli esponenti grillini si centra molto anche sui micro cantieri: rifacimenti di piccoli tratti di strada come via Chiana, via Renato Fucini, viale dei Romanisti, diventano oggetto di post e tweet. Poi, guardando meglio, come nel caso di via Cassia, si tratta di due chilometri di rifacimento di marciapiedi, risistemazione di tre o quatto fermate di bus o realizzazione dei percorsi per gli ipovedenti. Insomma, roba da ordinaria amministrazione che però – come i 2,9 km di rifacimento dell’asfalto in via Trionfale – vengono presentati come grandi opere.
Da alcune settimane, poi, sono in corso lavori di rinnovamento di dieci semafori, da via Anastasio II a Lucio Sestio, da Monti Tiburtini a via Cristoforo Colombo e svariati incroci ancora su via Trionfale: roba che fa parte di un complessivo piano semafori da quasi 11,5 milioni di euro, i cui lavori si muovono poco a poco.
Infine, nelle ultime settimane sono stati aperti una decina di cantieri in giardini, parchi e ville storiche. In totale il Campidoglio ha investito quasi 4,8 milioni: tre solo per Villa Borghese dove, dopo un quinquennio di abbandono e polemiche con le associazioni ambientaliste, il Comune interviene per risistemare il Giardino del Lago e due strade, viale George Washington e viale Fiorello La Guardia. Il resto, 1,7 milioni, va a sette interventi, quasi tutti di piantumazione di nuove piante, potature, panchine e restyling: Parco Collina della Pace, piazza Balsamo Crivelli, Villa Torlonia e Parco San Biagio dei Platani dove si tratta, però, di un orto urbano.

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