• mercoledì 1 Febbraio 2023 17:39

Destra, sinistra e grillini si iniziano a fare seriamente i conti con i seggi. La diminuzione del numero dei parlamentari pesa su tutti, tranne, stando ai sondaggi, alla Meloni che, rispetto alle politiche 2018, è data in crescita esponenziale. Anche i Dem sono in crescita rispetto al 2018, quando elessero 112 deputati e 53 senatori ma, con il taglio dei seggi, la crescita dei consensi nella migliore delle ipotesi potrebbe portare più o meno a un sostanziale pareggio in termini di eletti rispetto al 2018. Per Fratelli d’Italia invece, nonostante la diminuzione dei parlamentari – ricordiamo che il prossimo Parlamento vedrà eleggere 400 Deputati invece di 630 e 200 Senatori invece di 315 – si va verso il triplo degli eletti che nel 2018 erano 32 alla Camera e 18 al Senato.
Partendo da Fratelli d’Italia, i 50 uscenti dovrebbero essere tutti ricandidati. Cui si dovranno per forza aggiungere altri nomi: come Guido Crosetto o Nello Musumeci. Per Crosetto, già parlamentare poi dimessosi e tornato ad occuparsi delle sue aziende, ma comunque volto notissimo per le sue frequenti presenze in televisione, si parla praticamente di tutto: un collegio all’uninominale, cinque posti da capolista nei proporzionali oppure direttamente un ruolo da Ministro se il centrodestra conquistasse Palazzo Chigi. Per la cronaca, il diretto interessato smentisce da giorni. Più complessa la partita per Musumeci, governatore uscente della Sicilia. Nell’isola è in corso un braccio di ferro fra Musumeci e la Meloni da una parte e Lega e Forza Italia dall’altra. Musumeci vorrebbe essere ricandidato. Gli altri non lo vogliono. Per cui, è possibile che il Governatore si dimetta anzitempo, mandando l’Assemblea Regionale al voto anticipato e andando lui in Parlamento. Nel centrodestra, fra Fratelli d’Italia e Forza Italia circola con insistenza anche il nome dell’avvocato Giuseppe Consolo, che è già stato più volte parlamentare. Sarà anche una sfida tra “vax” e “no vax”. In Puglia potrebbe correre Lopalco nel centrosinistra, dentro Azione circola il nome di Walter Riccardi mentre è sicura la candidatura di due pasdaran negazionismi Stefano Puzzer e Nuncia Schillirò con Italexit.
Fratelli d’Italia sarà chiamata a rimescolare le carte delle candidature: ad esempio, Isabella Rauti potrebbe essere spostata nel Lazio (dalla Lombardia dove venne eletta nel 2018) visto che al Senato i seggi del proporzionale sono 6 per Roma e 6 per le altre quattro provincie riunite. I 4 senatori di FdI uscenti sono tutti uomini e, nonostante i buoni sondaggi, è difficile pensare che su 6 posti 4 vadano alla Meloni. Quindi, la Rauti al Senato Lazio 2 con anche un collegio uninominale.
Per Forza Italia uno dei nodi sarà trovare un seggio sicuro per la presidente uscente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Complice anche l’ospitalità che Berlusconi dovrà offrire ai centristi – undici i collegi da dare al duo Brugnaro/Lupi su 42 attribuiti a Forza Italia – i seggi per gli azzurri saranno molti meno del passato e Berlusconi non può permettersi di perdere i suoi fedelissimi, vista l’emorragia di uscenti che ha colpito il partito. Dopo Galliani, anche lo storio avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini non dovrebbe ricandidarsi. Il collegio di Vicenza potrebbe andare alla Casellati per il Senato e a Pierantonio Zanettin alla Camera. Tra i forzisti, sicuri Ronzulli, Barelli, Bergamini, Cattaneo, Gasparri, forse la Polverini.
Dalla Lega, a parte le smentite di prammatica, sembra certo che Umberto Bossi decida di non ricandidarsi mentre più o meno tutti gli uscenti dovrebbero trovare posto in lista. Che, però, visti i sondaggi, potrebbe non tradursi automaticamente in un seggio. Dentro tutti i fedelissimi di Salvini, Molinari e Romeo in testa più naturalmente Giorgetti.
Lato Pd, annunciata la decisione di non ricandidarsi per i due eletti di Area Dem, Luigi Zanda e Fabio Melilli. La componente, quindi, vedrebbe in pole position per la candidatura la consigliera regionale Michela De Biase. I big andranno nel proporzionale: Zingaretti, Boccia, Orlando, Franceschini. Pd che, a parte la grana della coperta corta fra Azione e le componenti dimaiana, verde e di sinistra, ha ugualmente necessità di trovare collegi sicuri per riuscire a confermare almeno gli uscenti.
Se Azione sembra per ora sorridere – visto l’accordo Calenda/Letta con il 30% dei collegi per candidati di Azione – Italia Viva è alle prese con la necessità di riconfermare i fedelissimi di Renzi: Ettore Rosato, Maria Elena Boschi, Luciano Nobili.
Ultimo: il Movimento 5Stelle è ancora alle prese con le possibili parlamentarie quindi le corse sono decisamente indietro rispetto agli altri. Non è neppure ancora chiaro dove si candiderà il leader Conte, figurarsi gli altri.

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