• domenica 4 Dicembre 2022 17:12

STADIO PIETRALATA, DA TOR DI VALLE AI COSTI ECCO LA RISPOSTA DEL COMUNE AL CLUB

Come da previsioni, il Campidoglio ha spedito, lo scorso 27 ottobre, alla As Roma il file con le richieste di chiarimenti e di integrazioni documentali al progetto Stadio di Pietralata presentato dall’AD, Pietro Berardi, lo scorso 3 ottobre al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Una quindicina di pagine, metà delle quali incentrate sul testo di bozza di convenzione che la Roma aveva inserito nel faldone Pietralata.

 

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UN NORMALE SCAMBIO DI LETTERE
Da evidenziare subito: è assolutamente normale che in questa fase ci siano scambi di lettere e documenti. Il progetto presentato è complesso ed è fisiologico che ciascun ufficio che lo deve esaminare chieda qualche carta in più o qualche specifico chiarimento su quanto presentato. Del resto, il progetto è stato trasmesso a un elenco di soggetti lungo quattro pagine per un totale di una cinquantina di diversi soggetti: tolti i vertici politici – Nicola Zingaretti per la Regione, Roberto Gualtieri per la Città Metropolitana e Roma Capitale, l’assessore comunale all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, e il presiedente del IV Municipio, Massimiliano Umberti – il progetto è stato spedito ai Dipartimenti Urbanistica, Attività produttive, Mobilità, Ambiente, Lavori Pubblici della Regione; a quelli Viabilità, Urbanistica e Ambiente per la Città Metropolitana. Per il Campidoglio, all’Urbanistica con le direzioni Trasformazione urbana e Edilizia; a Mobilità; Patrimonio; Ambiente; Lavori pubblici; Sport; Attività produttive cui si aggiungono la Direzione della Centrale appalti, quella della Protezione civile, la Ragioneria generale del Comune, la Sovrintendenza capitolina, l’Avvocatura capitolina e il Segretariato generale. Per il Municipio, devono esprimersi anche la Direzione del Municipio e il Comando del IV Gruppo della Polizia locale. Ci sono, poi, gli uffici statali; il Ministero della Cultura, con la Soprintendenza speciale di Roma e con il Segretariato regionale per il Lazio; l’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale (ISPRA); il Comando dei Vigili del Fuoco. Quindi, fra gli altri soggetti, si va dall’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino centrale al Coni, da Areti ad Acea Ato2, alla Asl RmC, da RFI ad Atac.

ALEGGIA ANCORA LO SPETTRO DI TOR DI VALLE
Vediamo quali sono gli elementi principali.

Il primo è il convitato di pietra di mozartiana memoria: il progetto di Tor di Valle con i suoi strascichi giudiziari torna a farsi vivo. La Roma dovrà produrre un’”autodichiarazione del possesso dei requisiti di ordine generale”. Ovvero: “fornire utili chiarimenti per la valutazione di sussistenza del requisito soggettivo dell’integrità e affidabilità” della Roma come società proponente visto che la stessa “ha confermato a più riprese di non voler proseguire nel procedimento” Tor di Valle “rendendo inattuabile il percorso” di stipula della Convenzione e, quindi, impossibile la prosecuzione dell’iter procedimentale”. Inoltre, la Roma deve fornire “chiarimenti in merito essendo soggetto controinteressato nei due giudizi pendenti dinanzi al Tar del Lazio azionati da Eurnova e Tor di Valle CPI” (Vitek, ndr).

“DEFINIRE IL PERIMETRO” DEL PROGETTO
Il Campidoglio chiede alla Roma di definire “un perimetro univoco dell’area oggetto dell’intervento” che “dovrà essere chiaramente e univocamente individuato almeno su base cartografica, mappa catastale aggiornata, PRG vigente, elaborati del Piano Particolareggiato SDO di Pietralata”. Inoltre, per quel che riguarda gli aspetti economici, il Comune chiede che il Piano Economico e finanziario includa “tutti i costi relativi agli eventuali espropri di diritti reali necessari per la realizzazione di tutti gli interventi previsti”. Tutto questo, dovrà produrre un “elaborato grafico e relativi tabulati nei quali si specifichino con esattezza le aree interessate dalla richiesta di cessione del diritto di superficie e la loro consistenza”

RAFFINARE I CALCOLI ECONOMICI
Elemento che il Comune pone in rilevo è che la Roma dovrà integrare la documentazione economica presentata, sviluppando “le varie componenti dell’intervento con la definizione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche di tutte le componenti progettuali elencate”. Ovvero, nello specifico dovranno essere chiariti dimensioni, volumi e tecnologie dell’area Stadio (incluse le aree ricettività, ospitalità, benessere, parcheggi); di quella esterna (il parco centrale con le aree a vocazione sportiva e quelle di intrattenimento e il parco dello Stadio); le ulteriori opere funzionali alla fruibilità dell’impianto e cioé parcheggi, la rete viaria di accesso allo Stadio (“nuova rotatoria e aste delle vie di accesso da via dei Monti Tiburtini e via Monti di Pietralata”), la rete dei percorsi ciclopedonali, i tre ponti pedonali, l’adeguamento ambientale e pedonale di via Livorno, l’adeguamento della stazione della metro B Quintiliani, il distretto tecnologico energetico dello Stadio e del Centro direzionale

PARCHEGGI
La Roma dovrà precisare meglio i “parcheggi pubblici e privati, funzionali al soddisfacimento del fabbisogno previsto dalla norme vigenti” ovvero le norme Coni, quelle di attuazione del Piano regolatore, quelle della legislazione sul commercio: “alla luce degli aggiornamenti di cui sopra”, la Roma dovrà redigere “una verifica delle dotazioni necessarie a standard con particolare riferimento alla dotazione di parcheggi pubblici e privati”.

ALTRI COSTI DA RIVEDERE
Secondo il Campidoglio, a parte calcolare i costi degli espropri, la Roma dovrà aggiornare il Piano economico finanziario inserendo anche i costi per la bonifica dei suoli e quello “sommario dei contributi e degli oneri” per arrivare a una riorganizzazione del quadro economico che includa una “suddivisione delle opere in proprietà superficialità e le opere di urbanizzazioni” spacchettando per le varie voci tutti i vari oneri (sicurezza, progettazione, archeologia e via dicendo) .

CALCOLO DEL VALORE DELLA CONCESSIONE
Com’è noto, la Roma per Pietralata ha scelto un’area di proprietà pubblica da richiedere in concessione: esattamente lo stesso modello organizzativo seguito fra la Juventus e il Comune di Torino per la realizzazione dell’Allianza Arena. Nel Piano economico finanziario presentato, la Roma ha previsto una concessione per il tempo massimo consentito dalla legge, cioè 90 anni. Il Campidoglio, nella richiesta di chiarimenti, domanda che venga calcolare il “valore della concessione: ai fini della determinazione della soglia di rilevanza europea, [questo valore sarà] costituito dal fatturato totale del concessionario generato per tutta la durata del contratto al netto dell’Iva”.

GLI APPUNTI SULLA BOZZA DI CONVENZIONE
La seconda metà della lettera del Comune alla Roma è incentrata sull’analisi della bozza di Convenzione, ponendo in evidenza una serie di errori e contraddizioni o omissioni nel testo. Fra questi, ancora il problema dei rapporti As Roma-Comune a seguito della rinuncia a Tor di Valle, i problemi legati a elementi procedurali sugli avvenimenti allo scadere dei 90 anni di concessione e sui costi di questa scadenza più tutta una serie di rilievi per la mancanza di analisi di alcuni testi dell’Anac, l’Autorità anticorruzione. Tutta roba, però, talmente in là a venire che, per quanto obbligatoria per legge, ora è davvero prematuro trattare.

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