• domenica 4 Dicembre 2022 16:50

Due no: no al termovalorizzatore e no all’autostrada Roma-Latina. Prezzo, per ora non trattabile, per andare insieme al voto nel Lazio. Giuseppe Conte fissa i paletti per la trattativa con il Pd in vista delle regionali del Lazio, esclude qualunque soluzione con il Terzo Polo di Renzi e Calenda (“si affidano alla logica dell’insulto e della volontà di distruggere il M5S e rendono così impossibile sedersi intorno a un tavolo”) e rilancia lo stantio tema della politica nella sanità (“il nostro candidato presidente si impegni a evitare la discrezionalità nella scelta dei direttori delle Asl e dei direttori amministrativi e sanitari, vogliamo persone qualificate e competenti che non rispondano a logiche di partito o singole correnti”). L’Opa sul Pd da parte dei 5Stelle è partita e il prezzo è rinnegare Roberto Gualtieri e la sua decisione di costruire un termovalorizzatore. Ma, per Conte, Gualtieri è comunque da bocciare: “Dopo un anno di sindacatura mi sembra che i problemi di Roma siamo rimasti tutti sul tavolo”.
Le regionali sono sempre più vicine: manca solo l’ufficialità delle dimissioni di Zingaretti. Il Terzo Polo ormai sembra pronto a lanciare la candidatura di Alessio D’Amato, Pd di estrazione SeL, assessore alla Sanità uscente. Fra i Dem, regna l’incertezza. Ieri Zingaretti e D’Amato si sono mancati per poco a un evento pubblico con sussurri di “non si parlano più” rapidamente smentiti dallo stesso D’Amato. In questo panorama, Conte ha buon gioco, complici anche le stesse sirene interne ai Dem, molte e autorevoli.
Per cui, ieri, in conferenza stampa Conte ha potuto muoversi da mattatore: “Il Lazio ha bisogno di un programma radicalmente progressista e autenticamente innovativo in grado di cambiare volto alla regione, ma questo non significa disconoscere gli ottimi risultati dell’amministrazione uscente, cui il M5S ha contribuito”, ha detto l’ex premier. Che subito dopo, però, ha parlato di sanità allo sbando (“pronto soccorso, spesso per giorni in barella senza alcuna tutela della privacy, le donne incinte che attendono mesi prima di poter fare un’ecografia”) attaccando quindi D’Amato; di trasporti al collasso (“gli spostamenti quotidiani ammassati come in carri bestiame nei treni delle metro”) lanciando la frecciata a Gualtieri, come se 66 mesi di Raggi/Meleo/Calabrese fossero appannaggio di altri e non del suo Movimento.
Poi i due no: se il Pd vorrà davvero sedersi a parlare coi grillini, niente termovalorizzatore (“è chiaro il nostro progetto non potrà mai basarsi sulla costruzione di nuovi inceneritori, così come è stato progettato per la Capitale” e per costruirlo “servono 5, 6, 7 anni: immaginate questo tempo investito in un progetto serio di gestione e smaltimento dei rifiuti e di differenziata”). Secondo no, quello all’autostrada Roma-Latina: “chi si siederà al tavolo con noi dovrà rinunciare a un progetto vecchio di trent’anni e dire no all’autostrada Roma-Latina, per invece potenziare la Pontina e costruire una metro leggera di superficie per i pendolari”. Nomi per ora niente. Prima va digerito il Pd.

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