• sabato 8 Maggio 2021 11:33
I cinghiali abbattuti il 16 ottobre 2020

Si ritroveranno a piazza del Popolo, sabato nel primo pomeriggio, per una manifestazione di protesta contro l’uccisione dei sei cinghiali, una mamma e i suoi cuccioli, avvenuta la notte dello scorso venerdì, all’interno di un parco giochi per bambini all’Aurelio.

Un’uccisione, che gli animalisti definiscono “mattanza” e che è diventata a tutti gli effetti un caso politico: Regione e Comune sono sotto accusa per crudeltà e incapacità. Ma il ciclone colpisce di più il Campidoglio: il sindaco Raggi, l’assessore all’Ambiente, Laura Fiorini, il presidente della Commissione Ambiente, Daniele Diaco, e il direttore del Dipartimento, Marcello Visca, sono, i nemici pubblici per eccellenza del mondo animalista.

Io sono arrivata quando la mamma era già stata abbattuta”, racconta Emanuela Bignami, della Lega nazionale per la Difesa del cane. “C’erano i bambini che piangevano e urlavano mentre i cuccioli di cinghiale venivano ammazzati uno dopo l’altro sul corpo della mamma”.

Ce n’è di che turbare molti sonni. 

Questa Amministrazione – prosegue la Bignami – ha una responsabilità enorme. Intanto per aver firmato l’intesa con la Regione Lazio che prevede, fra le opzioni, l’abbattimento dei cinghiali. Ma, soprattutto, perché l’eventuale delocalizzazione non è nelle oasi “il paradiso del cinghiale” ma in aree faunistico venatorie dove vengono cacciati. Il Comune pensasse a pulire le strade che è grazie all’immondizia accumulata che dai parchi i cinghiali si spostano verso il centro”.

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