• mercoledì 4 Agosto 2021 08:59

La differenza, non troppo sottile, fra la propaganda grillina e la realtà passa dai numeri. Che non mentono.

Avevano promesso che entro il 2020 su strada avrebbero circolato 60 minibus elettrici. Ne sono arrivati 25 con uno bruciato e sparito dopo pochi giorni dal rientro in servizio. Degli altri promessi e strombazzati per ogni dove si è persa ogni traccia.

Abbondano i documenti, anche ufficiali, con numeri allegri: si parte da un tweet dell’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, datato 22 febbraio 2019: “Entro il 2019 torneranno anche i 60 minibus elettrici”.

Poi c’è il comunicato stampa ufficiale di Atac rilasciato il giorno della passerella a beneficio di telecamere del sindaco, Virginia Raggi, e dell’allora presidente di Atac, Paolo Simioni: “L’intervento in essere prevede il revamping di un massimo di 60 vetture entro il 2020”.

E, ancora, passando ai documenti veri, ci sono i numeri contenuti nel Concordato preventivo. A pagina 294 si legge che rispetto alla prima stima di 20 bus elettrici per ciascun anno 2019, 2020 e 2021, “la Società ha rivisto le stime” da cui risultano in arrivo “25 bus per il 2019, 20 per il 2020 e 15 per il 2021”.

Le pagine 293 e 294 del Concordato preventivo Atac

Da ultimo lo stesso Simioni, firmando il suo ultimo bilancio al 31 dicembre 2019, scriveva: “a seguito degli interventi di revamping sono stati rimessi in esercizio 25 autobus elettrici Gulliver”.

Pagina 9 della relazione sulla gestione del bilancio 2019 Atac

Dopo di che, tramite un accesso formale agli atti, viene fuori che al 31 dicembre 2019 in servizio erano solo 18 vetture elettriche.

Le pagine 3 e 4 del rapporto 2019 sui km percorsi dalle vetture Atac: sono solo 18 i bus che hanno effettivamente percorso km nel corso del 2019 

C’è poi il caso della vettura matricola 653. Il 23 maggio 2019, neanche 10 giorni dopo la presentazione ufficiale alla stampa, la 653 era in servizio sulla linea 119. Alle 7.30 va a fuoco su via Sistina. Atac di quell’incendio non ha mai rilasciato una nota ufficiale limitandosi a voce a riferire di vettura semplicemente danneggiata e che è in corso una indagine della Procura utilizzandola come pretesto per non consentire di accedere ai dati reali dei bus flambé che rimangono così un oggetto non verificabile. Fatto sta che da quel giorno, dopo un anno, sette mesi e 15 giorni, la 653 non ha più marciato su strada ed è scomparsa dai sistemi di rilevazione.

23 maggio 2019: la vettura 653 va a fuoco a via Sistina. Foto dei Vigili del Fuoco.

Il contratto per il revamping dei bus elettrici è stato firmato a fine 2018 (Link alla delibera CdA Atac) e prevede un Accordo quadro con il vincitore della gara della durata di 6 anni per un valore di poco inferiore agli 11 milioni di euro. L’Accordo viene diviso in “contratti applicativi” il primo dei quali, della durata triennale con scadenza 2021, prevede, per 2,8 milioni di euro, che vengano recuperati 25 vecchi bus elettrici acquistati da Atac sotto Veltroni. Nel conto economico generale e in quello del primo triennio è compresa una consistente spesa per la manutenzione dei mezzi.

Un’operazione già a suo tempo giudicata molto costosa: il recupero di ogni bus, vecchio già di un decennio, arriva a costare 180mila euro.

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