• sabato 16 Ottobre 2021 09:48
atac crack

Lo spettro del fallimento di Atac si aggira sull’azienda di via Prenestina e sul Campidoglio grillino: i commissari giudiziali, Giorgio Lener, Giuseppe Sancetta e Luca Gratteri, mettono nero su bianco tutti i buchi del Comune e di Atac rispetto al concordato preventivo.

La lettera – anticipata da Repubblica e non smentita né da Atac né dal Campidoglio – è stata recapitata al sindaco, Virginia Raggi, al direttore generale del Comune, Franco Giampaoletti, all’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, e all’ amministratore unico di Atac, Giovanni Mottura. In 11 pagine viene stilato un atto d’accusa verso il Comune: gli impegni contenuti nel concordato non sono stati onorati. Mancano 46 milioni di euro nelle casse aziendali: dovevano entrare 130 provenienti dal Comune, ne sono arrivati 84. Mancano i soldi della vendita degli immobili. E mancano i soldi previsti per il recupero dei crediti. Tutto questo determina un “concreto rischio di inadempimento della proposta concordataria”.

In sostanza, i tre Commissari che hanno il compito di verificare l’adempimento del Concordato, evidenziano quanto i giornali hanno già più volte sottolineato e cioè che le clausole contenute nel Concordato non sono onorabili con l’attuale quadro economico, che Atac è tutt’altro che salva (come la Raggi e la propaganda grillina tenta disperatamente di ripetere) e che il prossimo Sindaco rischia di insediarsi sopra un campo minato: Atac, Ama, Roma Metropolitane, Roma Multiservizi tutte a fortissimo rischio fallimento una dopo l’altra.

Il quinquennio di non governo della città da parte dei grillini e della Raggi sta lasciando un impressionante segno negativo sulla città: progetti pubblici e privati fermi, dallo Stadio della Roma alla Metro C, avvitati sui ripensamenti dei ripensamenti 5Stelle; aziende comunali in fase di decomposizione e tenute in vita in una specie di coma farmacologico; e una città piegata su se stessa con le grandi aziende e società sempre più in fuga dalla Capitale.

Divampa la polemica politica. A destra, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo esprime “forte preoccupazione” per la situazione di Atac. Rincara la dose il vicepresidente del Consiglio comunale, Francesco Figliomeni (FdI): “Come Fratelli d’Italia abbiamo sempre denunciato l’incapacita’ grillina sulla gestione di Atac. La Raggi invece si preoccupa di piazzare i suoi fedelissimi nei posti chiave per i prossimi anni, come nel caso del direttore Giampaoletti prossimo a traslocare dal Campidoglio in Atac. I 5 Stelle hanno sprecato risorse per monopattini  invece di coinvolgere in maniera decisiva il governo”.

Per Andrea Bernaudo, leader dei Liberisti Italiani e candidato a sindaco di Roma “Il concordato è servito solo per mandare sul lastrico i fornitori privati sani e mantenere in vita un’azienda già fallita e decotta da molto tempo”.

Anche dal Pd la situazione viene vista con grande apprensione: “Il problema – spiega il capogruppo Giulio Pelonziè che mancano gli strumenti per dare attuazione al concordato. Ad esempio, la vendita degli immobili di Atac non è appetibile, ed è andata deserta, se prima non vengono predisposti gli atti per poter valorizzare l’investimento da parte dei privati cosa che i grillini non hanno mai voluto affrontare. Il prossimo Sindaco si siederà su un campo minato”.

 

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