• lunedì 2 Agosto 2021 17:02

La colpa dei bus che vanno a fuoco sarebbe da ricercarsi nell’età delle vetture. Almeno, questo è quello che sostiene l’amministratore unico di Atac, Giovanni Mottura, di fronte la Commissione Mobilità: “Si stanno facendo grandi approfondimenti per risolvere il problema degli incendi ma se la flotta non elimina i vecchissimi bus, finché ci saranno mezzi che hanno più di 13 anni, il problema della manutenzione non si può risolvere”.

Mottura, Giovanni
Giovanni Mottura, amministratore unico di Atac dal 12 giugno 2020

Peccato che quello dell’età sia solo uno dei problemi. Basta andare a spulciare l’elenco dei bus flambé con targa e data di immatricolazione.
Il 40express distrutto il 16 novembre 2016 aveva poco più di tre anni di vita. Tre anni avevano anche il 98F carboinizzato il 5 febbraio 2017 a via Mazzacurati come il 20express andato distrutto il 26 maggio 2017 ad Anagnina. Era alla soglia dei 4 anni il 50 Express ridotto a carcassa a piazza dei Cinquecento il 28 ottobre 2017.


Poi quelli con quattro anni di vita: febbraio 2018, il 30 a via Marcantonio Colonna solo danneggiato; il 409 carbonizzato in via di Portonaccio il 13 aprile; il 30 Express solo danneggiato a viale Mazzini l’8 giugno 2018.
E, ancora fra i quattro e i cinque anni di vita avanzo il 905 fuori servizio distrutto il 21 giugno 2018 sul Grande Raccordo anulare e quelli solo danneggiati: 30 giugno il 983 a Primavalle; 4 luglio 2018 128 a via della Magliana; 19 luglio lo 07 a Castel Porziano e il 791 a viale Marconi il 24 luglio.
Fra l’autunno 2018 e l’autunno 2019 sono state sei le vetture con cinque anni di età a prendere fuoco, quattro delle quali sono andate completamente distrutte.
Infine, fra fine 2019 e nel 2020 10 vetture andate a fuoco avevano 6 anni di vita e due sette, fra queste ultime si annovera lo spettacolare e fortunatamente senza vittime N46 del 21 novembre scorso a piazza Irnerio quando il bus in fiamme perse i freni e diventò una immensa palla di fuoco che si schiantò su auto e moto in sosta.
Peraltro, poiché l’Azienda si rifiuta di esibire i documenti ufficiali sui flambus, nell’elenco delle vetture bruciate mancano molti numeri di matricola cosicché il quantitativo di mezzi “giovani” potrebbe essere decisamente più elevato.
Di sicuro c’è però un fatto: al netto delle indagini della Procura che vedono una decina di dirigenti Atac sotto inchiesta, non c’è solo l’età fra le cause dei roghi.
All’elenco mancano le buche di Roma e la inefficiente manutenzione dei mezzi. Non a caso, il direttore della Direzione Trasporti del Comune, Alberto Di Lorenzo, ha posto l’accento sulla questione durante un’audizione della commissione: “Dalla manutenzione dipende la qualità e la continuità del servizio. Dobbiamo precisare meglio nel nuovo contratto di servizio quali sono gli obblighi, gli oneri, le attività e le competenze legati alla manutenzione, perché su questa si apre un mondo e non è semplice individuare manutenzione ordinaria e straordinaria. Una manutenzione ha bisogno di un’attenzione molto più ampia anche in termini di bilancio. Pertanto è necessario chiarire la programmazione della manutenzione e quindi inserire la manutenzione programmata, usufruire di indicatori che ci avvertano, prima che l’infrastruttura o il mezzo colassi, che bisogna intervenire e in che modo”.

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