• sabato 16 Ottobre 2021 11:59

A settembre di due anni fa era finito nell’occhio del ciclone per l’auto aumento di stipendio (qui i link agli articoli precedenti: Ecco il manager che si promuove da solo ; In Campidoglio il caso del dirigente autopromosso ; L’autopromosso pronto a dimettersi).
Ora, Stefano Brinchi, presidente e amministratore delegato di Roma Servizi per la Mobilità – società del Comune il cui compito sono le “attività strategiche di pianificazione, supervisione, coordinamento e controllo della mobilità” – diventa membro della “Commissione Giudicatrice per il Concorso di progettazione a procedura aperta in due gradi, in modalità informatica, per la “Riqualificazione urbanistica e funzionale del nodo Termini e di Piazza dei Cinquecento””.
Nomina proposta dal Comune, decisa dalla Direzione Operazioni di Roma Servizi per la Mobilità che però è una struttura organizzativa direttamente dipendente dal Presidente e Amministratore delegato.
Cioè da Brinchi. 
Stefano Brinchi, presidente e amministratore delegato di Roma Servizi per la Mobilità
L’incarico di Brinchi è iniziato quattro giorni fa, il 2 marzo scorso, e terminerà il 30 giugno prossimo. Il compenso è stabilito in 6mila 888 euro e 96 centesimi, ovvero appena quasi 58 euro al giorno, Pasqua, Pasquetta, 1 maggio, 2 giugno e weekend inclusi.
Il concorso è stato bandito dal Rete Ferroviaria Italiana insieme al Campidoglio e prevede il recupero della Stazione come sicurezza, accessibilità, sosta, rapporto con le aree archeologiche.
Il Comune ha indicato due membri per la Commissione esaminatrice dei progetti: l’architetto Francesco Cellini uno dei più rinomati progettisti italiani, docente universitario, proposto dall’Urbanistica. E poi, proposto dalla Mobilità, Brinchi, già candidato nel 2016 alle Comunarie dei grillini (quelle vinte dalla Raggi) dove prese appena 42 voti (link alla piattaforma Rousseau con l’esito delle Comunarie).
A settembre 2019 Il Tempo aveva reso noto come Brinchi, assunto come quadro nel 2010 in Roma Servizi per la Mobilità, divenutone a marzo 2018 presidente e amministratore delegato, a dicembre 2018 avesse presentato una delibera, la 33/2018 , al Consiglio di Amministrazione da lui presieduto, con cui lo stipendio passava da 69mila a 96mila euro annui più premi. Senza che vi fosse stata alcuna selezione interna o ricerca del personale.
Sinteticamente, a Brinchi, sfruttando una carenza di dirigenti e la riforma della pianta organica di Roma Servizi, viene attribuito l’interim della Direzione Trasporto pubblico per l’”esperienza e competenza nel settore acquisita negli anni pur non possedendo la qualifica di dirigente”. Un’esperienza che, secondo il CdA, costituisce il “ragionevole e fondato presupposto per derogare a quanto previsto” dalle procedure interne per selezionare il personale. Subito dopo, l’aumento di stipendio: niente indennità, ma da Quadro di fascia IV, Brinchi passa con questa delibera a Quadro di fascia V, il massimo raggiungibile da un quadro. Un mese dopo, in Commissione Trasparenza, Brinchi aveva spiegato come quello fosse solo un interim e come fosse pronto a rinunciarvi di fronte a una pronuncia dell’Autorità Anticorruzione.

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