• lunedì 25 Ottobre 2021 22:45

Si riparte da fine 2019: il sindaco di Roma, Virginia Raggi, annuncia la decisione di revocare la delibera Raggi che identificava Monte Carnevale come sede della futura discarica di Roma. E, a causa dell’inchiesta della Procura e dell’arresto della direttrice dell’area Rifiuti del Lazio, parte l’attacco al Piano regionale rifiuti che sarà anche deficitario ma che il Campidoglio ben si è guardato da contestare in tribunale quando ne ha avuto l’occasione.
Da una parte la Raggi – tralasciando la presunzione di innocenza e dimentica di essere stata lei a scegliere Monte Carnevale – annuncia la decisione di sfruttare l’inchiesta per cancellare la scelta del sito cosa che non provoca l’annullamento diretto della procedura ma fa cadere l’accordo politico Regione-Comune che era nato a dicembre 2019.
Dall’altra, gli atti amministrativi: questo venerdì era in calendario in Regione la conferenza di servizi che avrebbe dovuto dare il via libera ai 75mila metri cubi di discarica urbana a Monte Carnevale.
Ovviamente, la seduta sarà aggiornata e sarà necessaria la nomina di un nuovo direttore regionale dei Rifiuti. Il quale dovrà decidere come muoversi: una nuova conferenza dei servizi con una Valutazione di impatto ambientale su tutta la nuova discarica in linea con le contestazioni del Gip nell’inchiesta; oppure, usando il nuovo “no” del Comune, bocciare il progetto per i pareri negativi.
In questo caso, però, si torna al 2019 e, se la Raggi non indicasse un sito alternativo a Monte Carnevale come la legge le impone in quanto Sindaco, si tornerebbe al rischio commissariamento. O deciso dalla Regione in via autonoma o, magari, chiedendo al Governo di emanare un’apposita ordinanza di protezione civile che eviti al Pd regionale la grana di doversi sostituire alla Raggi nella scelta del sito.

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