• lunedì 25 Ottobre 2021 22:33

 

 

 

Il Tar del Lazio banchetta su un paio di nomine di dirigenti fatti dalla Giunta Raggi. La seconda sezione del Tribunale amministrativo ha, infatti, accolto il ricorso presentato (qui il testo completo della sentenza) da un paio di sigle sindacali della dirigenza capitolina (Dircom e Fedirets) presentato contro le procedure di selezione pubblica di due incarichi di altissimo livello: il Direttore del Dipartimento Patrimonio e il direttore della Direzione Rifiuti, Risanamenti e Inquinamenti del Dipartimento Tutela Ambientale. Le cui procedure, quindi, dal 1 marzo, sono illegittime e annullate. 
In sostanza, i giudici hanno stabilito che prima di procedere alla ricerca di dirigenti all’esterno del Comune, è obbligatorio fare prima “l’accertamento del possesso dei requisiti richiesti in capo a soggetti già appartenenti ai ruoli dell’Amministrazione e, quindi, anche tra i funzionari direttivi di categoria D”, cioè i laureati.
Sotto la lente dei giudici sono finiti i due direttori. Quello del Dipartimento Patrimonio è un capolavoro da azzeccagarbugli: a giugno 2019 viene chiamato dal Comune di Civitavecchia, per coincidenza non appena caduta l’Amministrazione 5Stelle, l’ingegner Gaetano Pepe (qui il testo dell’Ordinanza Raggi 121 del 28/06/2019). Inizialmente gli viene affidata solo la direzione della Gestione Patrimonio. Ma, nemmeno un mese dopo, la Giunta Raggi si accorge che manca anche il Direttore del Dipartimento e ne affida l’interim per tre mesi allo stesso Pepe (qui il testo dell’altra Ordinanza Raggi). Passa un anno, e la Giunta si rende conto che continua a mancare il Direttore del Dipartimento e nuovamente ne affida l’interim, fino a febbraio 2021, ancora a Pepe (qui il testo della terza Ordinanza Raggi) . Il 23 marzo, poi, tre settimane dopo la sentenza, la Raggi emana una nuova ordinanza (qui il testo) e decide di affidare per ben tre anni la Direzione del Dipartimento Patrimonio ancora a Pepe: un’altra nomina decisa all’ultimo e che scavallerà la fine di questa Amministrazione rimanendo eredità per il prossimo Sindaco.
Sui rifiuti, a finire sotto la mannaia del Tar è la nomina di Carmine Pagnozzi, decisa il 24 dicembre 2020 (qui il testo della delibera), su proposta dell’assessore all’Ambiente, la grillina Katia Ziantoni. Pagnozzi, ancora oggi direttore di Assobioplastiche almeno a giudicare dal sito dell’Associazione, viene assunto come dirigente a 112 mila euro lordi l’anno.
Attacca Fabrizio Santori, dirigente romano della Lega Salvini Premier: “Tra parentopoli assessorili e bastonate che arrivano dal tribunale amministrativo il sindaco Virginia Raggi continua ad inanellare scandali e immobilismo totale sui problemi reali della città. Di fatto ad oggi si continua ad aggravare la gestione di alcuni uffici con l’utilizzo esagerato dell’istituto dell’interim dirigenziale che comporta inefficienze e problematiche”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *