• giovedì 28 Ottobre 2021 22:02

È corsa contro il tempo per evitare l’ennesimo disastro rifiuti a Roma. Oggi, nella sede della Giunta regionale in via Cristoforo Colombo, è in calendario la riunione dei tecnici che dovranno trovare una soluzione che scongiuri una nuova crisi ambientale nelle strade cittadine dovuta alla chiusura della discarica di Roccasecca, in provincia di Frosinone, che fino al 31 marzo accoglie 850 tonnellate di rifiuti provenienti dagli impianti Ama, Malagrotta e Saf di Frosinone.
La Mad, la società proprietaria della discarica, ha infatti comunicato in Regione l’esaurimento del quarto invaso e il ritardo nei lavori del quinto invaso: di conseguenza, la discarica è prossima alla chiusura.
Nella stessa riunione, la Regione dovrà valutare la richiesta di Ama di poter aumentare le quantità di rifiuti trattate nel TMB di Rocca Cencia che ad oggi è autorizzato per 500 tonnellate al giorno ma che, causa lavori, viaggia a un ritmo molto più basso.
All’incontro in Regione è prevista la partecipazione oltre che dei rappresentanti della Regione, del Comune e dell’Arpa Lazio, anche del Ministero della transizione ecologia e della Prefettura di Roma.
E oggi riprende anche la discussione in Consiglio comunale delle delibere Ama, ovvero i bilanci 2017, 2018 e 2019, il Piano Industriale e quello di Risanamento.
Considerando emendamenti e ordini del giorno presentati, il voto finale è preventivatile per giovedì anche se qui il nodo è politico: i 5Stelle hanno perso 5 consiglieri in 5 anni e ora sono ridotti alla parità numerica con le opposizioni: 24 pari. Considerando l’astensione di prammatica del presidente del Consiglio comunale, Marcello De Vito, diventa fondamentale la coesione del gruppo pentastellato e la presenza in Aula, per il voto, anche del sindaco, Virginia Raggi.
Il rischio di bocciatura è comunque alto: molto grillini non condividono né i tempi né i contenuti dei provvedimenti.
C’è spazio anche per la polemica sindacale: Maurizio Iago e Alessandro Bonfigli (Uiltrasporti Lazio): “basta con questo clima. Chi rischia davvero è chi governa senza aver capito la necessità di rendere partecipi i lavoratori di Ama” .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *