• martedì 28 Settembre 2021 00:31

 

Fra le grandi opere incompiute è sicuramente nella top ten e forse anche sul podio insieme alle Vele di Calatrava e allo Sdo di Pietralata. Parliamo del parcheggio interrato di lungotevere Arnaldo Da Brescia. A metà novembre del 2019 la Giunta Raggi annunciava l’approvazione di una delibera di modifica del progetto (qui il testo) e che l’opera ripartiva. A parte i toni trionfalistici, si legge nella nota di allora: “La Giunta ha dato mandato agli uffici di procedere alla modifica della convenzione con le due società concessionarie dell’opera. Una volta predisposti i necessari atti amministrativi e acquisito il parere della Commissione di alta vigilanza (Cav), si potrà procedere con il rilascio del permesso di costruire e l’inizio dei lavori”.
Abbiamo chiesto all’Assessorato alla Mobilità a che punto siamo: “stiamo monitorando l’avanzamento della procedura di competenza del concessionario e a breve si avrà una data certa di inizio lavori. Dopo la delibera si è proceduto con la modifica della convenzione con le due società concessionarie dell’opera ed è poi stato acquisito il parere della Commissione di alta vigilanza”.
Che è arrivato il 31 dicembre 2020 e da allora il Campidoglio ha sollecitato tre volte il concessionario ad adeguare il progetto alle prescrizioni della Commissione. Il parcheggio di Lungotevere Arnaldo Da Brescia è inserito fra quelli del Piano Urbano Parcheggi (Pup). Varato nella preistoria, novembre 1989, Angelo Barbato commissario straordinario dopo la caduta anticipata della Giunta Giubilo e prima delle elezioni che porteranno a Palazzo Senatorio il socialista Franco Carraro, il Pup originale è stato variato decine di volte, l’ultima sotto la Giunta Raggi nel marzo 2019 (qui il testo della delibera dell’Assemblea Capitolina 25/2019).
Nello specifico, il progetto del parcheggio viene approvato nel 2008, ancora sotto Veltroni. Originariamente erano previsti 344 posti auto, 198 in box da vendere e 146 invece a rotazione. In più, su carta erano stati inseriti anche 40 posti moto. Nel 2009 viene rilasciato il permesso a costruire e ad aprile 2010 l’area viene consegnata.
Dopo undici anni, l’unica opera visibile sono i bandoni che delimitano l’area di cantiere. 
Prima – Alemanno sindaco – si scopre un collettore fognario che genere “un’interferenza più significativa di quella attesa”. Quindi, modifica al progetto che a dicembre 2012 scende a 182 posti auto (113 nei box e 69 a rotazione).
Poi – e siamo arrivati a Marino sindaco – si scopre un “ramo di fognatura al di sotto del sottopasso”. Quindi, marzo 2015, altra variante al progetto: scendiamo a 156 posti auto (47 in box privati, 46 sempre privati ma senza box e 62 a rotazione) e 20 posti moto. A corredo, per arredare il fronte strada, ci saranno 4 gelsi bianchi, 27 palme nane, 23 mirti e 23 piante di rosmarino con 87 irrigatori per evitare che si secchino.  La Conferenza di Servizi che deve esaminare la variante si conclude nel gennaio 2017. Due anni e 10 mesi dopo la fine della Conferenza, la Giunta Raggi approva la delibera di variante del progetto. Dopo 18 altri mesi, siamo ancora coi verbi coniugati al futuro.

2 commenti su “Parcheggio Arnaldo da Brescia: 13 anni di degrado”
  1. Ed ecco un pensiero anche su via Arnaldo da Brescia, altra traversa di via Valtellina e via Farini, e parallela di via Longoni, dove ancora persistono i vecchi binari in disuso e che, secondo noi, sono solo un pericolo per passanti e ciclisti. Insomma, tutto questo preambolo per descrivere la situazione attorno al complesso per uffici di via Carlo Farini 41 e via della Boscaiola 26, che messi assieme non sono riusciti a dare una dignitГ  a quest angolo di Milano. A breve dovrebbe venire riqualificato anche il piccolo edificio di via Arnaldo da Brescia 4, da anni in abbandono. Sperando sia la volta buona di un riordino del crocicchio di vie.

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