• martedì 22 Giugno 2021 22:09

Sono 196 i bus andati a fuoco da quando Virginia Raggi siede a Palazzo Senatorio: 178 sono bus Atac e 18 vetture del consorzio privato Roma Tpl cui spetta, con un contratto di servizio scaduto e prorogato già otto volte, di occuparsi di un centinaio di linee periferiche.
Il conto dei bus flambé sta nelle carte ufficiali di Atac: una parte in quelle del concordato preventivo e un’altra comunicata alla Corte dei Conti pochi giorni fa.
Bisogna evidenziare, però, che di queste 196 vetture andate a fuoco non tutte, ovviamente, sono andate distrutte. In 37 casi i numeri di matricola dei bus svampati sono tornati a circolare: 30 per vetture da 10 o 12 metri; 6 per quelle da 18 metri e una volta per uno dei 25 minibus elettrici dell’epoca Veltroni recuperati al servizio sotto la Raggi. Dovevano essere 60, stando alla propaganda, ma il Campidoglio si è fermato a 25: c’è un solo deposito, quello di Porta Portese, dove si possono ricaricare le batterie che ha una capacità di 30 ricariche per volta. Quindi gli ultimi 35 bus annunciati non torneranno a circolare. 
Tolte, dunque, quelle recuperate al servizio viaggiatori, dal 2016 ad oggi ne risultano 159 come non più disponibili: fra queste ci sono quelle ridotte in carcassa ma anche quelle pesantemente danneggiate ma non del tutto distrutte che, se e quando saranno riparate, torneranno ad essere monitorabili.

Stando alle carte ufficiali di Atac, quelle appunto inserite nel Concordato e quelle consegnate alla Corte dei Conti, ad essere andati a fuoco sono state 36 vetture nel 2016, 46 nel 2017, 49 nel 2018, 23 nel2019 e 17 nel 2020. Per il 2021 siamo a 7, compresa quella andata a fuoco ieri dietro il Ministero della Marina.
C’è un secondo aspetto in tutta la vicenda: dal 2019 l’Amministrazione comunale ha avviato un programma di acquisto diretto di bus. Tralasciando le critiche pesanti della Corte dei Conti sul sistema di acquisto deciso in Campidoglio per questi nuovi autobus – Atac pagherà al Comune, dopo la fine del concordato, oltre 4,8 milioni di euro come usufrutto oneroso – fino ad oggi ne sono stati effettivamente consegnati 555. Il programma ad oggi effettivamente avviato prevede a fine anno di arrivare a 767 vetture.
Di fatto, quindi, dei 555 autobus consegnati oggi ad Atac, 159 sono andati a sostituire quelli bruciati e non più disponibili. In termini percentuali significa che quasi un nuovo bus su tre va a rimpiazzare una carcassa flambé. 
Ultima annotazione: sono almeno una quindicina gli autobus ecologici, alimentati cioè a gas naturale compresso (Cng) che hanno incrociato le fiamme. Considerato che il programma di acquisti fino a fine anno prevede che, dei 767 bus acquistati dal 2019, 247 siano a metano o ibridi, la perdita di 15 vetture ibride è pesante, vista anche la mancanza dei filobus che circolano in numero sempre minore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *