• lunedì 27 Settembre 2021 23:52

Come Il Tempo aveva anticipato (link), arriva l’ufficialità: il Campidoglio pensa di chiudere completamente via dei Fori Imperiali e piazza Venezia al traffico di auto, taxi compresi, e bus, Atac compresa.

Con buona pace di albergatori e ristoratori del centro, si parte, stando all’annuncio del Comune, con un fine settimana al mese: “Successivamente – si legge nella nota del Campidoglio – la sperimentazione andrà a comprendere anche un nuovo itinerario pedonale dai Fori al nodo centrale della stazione Termini”.

Detta così, la cosa sembra quasi interessante. La realtà però emerge leggendo con attenzione la memoria di Giunta approvata il 28 maggio scorso LINK: qui il testo in pdf: c’è da organizzare i lavori per il futuro cantiere della stazione “piazza Venezia” della metro C, quello che da cinque anni è in attesa del via libera della comoda Giunta Raggi.

Siccome, però, sono in ballo anche due linee tranviarie – progetti non immediati – quella Termini-Vaticano-Aurelio (TVA) e quello dei Fori, per il Comune il nodo è capire come gestire il traffico. Quindi, si coglie al volo l’occasione, togliamolo.

Del resto, basta leggere l’idea che la Giunta Raggi ha della mobilità a Roma: “le rilevanti limitazioni al traffico comportate dai cantieri per diversi anni possono essere una grande occasione per introdurre progressivamente un superamento dell’abuso del mezzo privato”. Esattamente così: abuso.
Abuso di chi paga ogni anno fior di centinaia di euro per avere il permesso per la ZTL ma che per la Giunta “abusa” del mezzo privato. Sarà interessante vedere Beppe Grillo nelle sue trasferte romane farsela a piedi dalla Stazione Termini fino al suo abituale buon ritiro capitolino, l’hotel Forum situato proprio dentro l’area da pedonalizzare. Niente più taxi o noleggi con conducente. Si va a piedi lungo un itinerario che parte da piazza dei Cinquecento – quella per la quale è in corso un progetto di restyling dove l’Assessorato alla Mobilità ha spedito il capo di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi, come proprio rappresentante – passa per via D’Azeglio (questa almeno nella Memoria l’hanno scritta giusta), via Torino, via Urbana (già oggetto di lunga querelle con i residenti proprio sulla pedonalizzazione), Suburra, via Leonina, via Madonna dei Monti, via Tor di Conti e Largo Corrado Ricci.

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