• venerdì 17 Settembre 2021 09:18

Piombano anche i problemi assicurativi sui rifiuti di Roma. Non bastassero i cassonetti stracolmi, gli impianti che non ci sono, le progettazioni ferme, i veti politici incrociati, il Piano Rifiuti nato male, si aggiunge ora un altro tassello al caos immondizia: a meno di cambiamenti dell’ultimo minuto, lunedì 26 la discarica di Albano Laziale non partirà.
E non c’entra il ricorso al Tar depositato da Massimiliano Borelli, sindaco di Albano. Qui il problema è che non ci sono le coperture assicurative sulla discarica.
La Ecoambente, la società che dovrà prendere in gestione la discarica di Albano, ha scritto una lettera a Virginia Raggi come sindaco della Città Metropolitana, al Ministero della Transizione ecologica, alla Regione, ad Ama, alla E. Giovi (la società che gestisce Malagrotta) e alle altre società che si occupano dei rifiuti – SAF, CSA e Ecosystem.
Nelle poche righe del testo si legge: “rappresentiamo che la compagnia assicurativa non ha ancora effettuato la formale voltura ad Ecoambiente S.r.l. della polizza fidejussoria, attualmente attiva per la gestione operativa della discarica sita in Via Ardeatina Km. 24.640 – Albano Laziale (RM). Pertanto non sarà garantito il servizio di conferimento previsto per lunedì 26 p.v.. Vi terremo puntualmente aggiornati sugli eventuali sviluppi”.
La discarica di Albano è chiusa dal 2016, quando andò distrutto dal fuoco il TMB che di quella discarica si serviva.
Dopo il caos di questi ultimi mesi, con cumuli di rifiuti non raccolti per settimane, Virginia Raggi, in qualità di Sindaco della Città Metropolitana, ha emanato, il 15 luglio scorso, un’ordinanza per disporre la riapertura del sito fra le proteste non solo del sindaco Borelli ma anche dei primi cittadini grillini di Ardea, Mario Savarese; di Pomezia, Adriano Zuccalà; e di Marino, Carlo Colizza.
I problemi di Albano sono molti: le strade di accesso insufficienti, le infiltrazioni di percolato nelle falde acquifere e, soprattutto, l’esiguo spazio disponibile (87.954 metri cubi) che potrebbe garantire Roma per tre mesi o poco più.
Dopo l’Ordinanza della Raggi, anche Zingaretti, il giorno dopo, ne ha emanata una propria – nonostante le dichiarazioni pubbliche di contrarietà espresse dal Presidente della Regione – per spedire i rifiuti romani in parte a Viterbo e in parte al Albano.

 

 

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