• venerdì 17 Settembre 2021 09:49
C’è la propaganda grillina che narra di un’Atac risanata. Poi c’è la realtà: le metropolitane romane fanno acqua e chi le prende può avere la matematica certezza che ci sia almeno un evento al giorno a rallentare il servizio, chiudere una stazione quando non un’intera linea.

https://www.ilfoglio.it/cronaca/2021/09/14/news/roma-viaggio-nei-ritardi-della-metro-nel-2021-gia-persi-due-mesi-ad-aspettare-i-treni-2927325/

Risultato: fra linea A, linea B/B1 e linea C, nei primi 8 mesi dell’anno, si sono accumulati ritardi pari a due mesi, un giorno, 17 ore e 57 minuti. Un bilancio in clamoroso aggravamento rispetto all’anno scorso.
Andiamo per ordine. Stiamo parlando dei numeri ufficiali di Atac, quelli che l’azienda comunica quotidianamente attraverso l’utilizzo del proprio canale twitter @infoatac. Quando si verifica un qualunque evento su una delle tre linee metro, su twitter arriva la comunicazione all’utenza: che sia una “verifica tecnica”, un “atto vandalico”, uno sciopero, un guasto a un treno, un soccorso a un passeggero o altro, arrivano due tweet. Il primo, che annuncia il problema. E il secondo (se e quando) il problema viene risolto. In mezzo a questo lasso di tempo ci rimane il passeggero.
Nei primi otto mesi – pari a 242 giorni –  si sono verificati 288 “eventi”: ovvero più di un evento al giorno. Nello stesso periodo del 2020 (1 gennaio-31 agosto) gli eventi furono 217. In termini percentuali, significa un aumento dei casi del 32,7%.
Nell’intero scorso anno si verificarono esattamente 365 eventi che, fra chiusure, sospensioni del servizio e rallentamenti dei treni, costarono ai viaggiatori una perdita di tempo di due mesi, 3 giorni, 2 ore e 52 minuti.
Nei soli primi 8 mesi di quest’anno, siamo quasi allo stesso identico livello dell’intero 2020.
Gli “eventi” che si verificano – come detto, si va dagli atti vandalici ai malori a bordo, dagli scioperi, al maltempo, dalle chiusure di stazioni alle rotture dei treni fino alla sospensione di intere tratte o addirittura di una intera linea – sortiscono due effetti: o la chiusura parziale o totale della linea o di una stazione oppure solo un rallentamento del servizio.

Linea A, maglia nera dei disservizi

Per la linea A, fino al 31 agosto, si sono registrati 95 eventi con chiusure che hanno “bruciato” 9 giorni e 11 ore del servizio. I rallentamenti, invece, sono stati “solo” 27 che hanno fatto perdere ai passeggeri un totale di un giorno e 15 ore di servizio. In totale, la linea A ha registrato 122 eventi avversi con una perdita di tempo totale di 11 giorni e 3 ore, rendendola la peggior linea della città.
Lo scorso anno, sempre fino al 31 agosto, la A aveva registrato 82 eventi (56 chiusure e 26 rallentamenti) con una perdita di tempo totale di 8 giorni.

Linea B, persi oltre 9 giorni 

Passando alla linea B/B1, il quadro si presenta equilibrato: 37 chiusure e 36 rallentamenti che sono “costati” un totale di 9 giorni e 7 ore di perdite di tempo.
Nello specifico, le 37 chiusure hanno comportato un “buco” di 6 giorni e poco meno di 15 ore, mentre i rallentamenti si limitano ad aver fatto perdere 2 giorni e 16 ore di tempo ai passeggeri.
Il raffronto con lo scorso anno è, come per la A, in perdita: nei primi 8 mesi del 2020 si verificarono solo 45 eventi avversi (13 chiusure e 12 rallentamenti) che causarono in totale la perdita di 2 giorni e 13 ore.

Linea C, 12 giorni buttati

Sulla linea C che, lo ricordiamo, è la più nuova e con i convogli a guida automatica da remoto, il registro di @infoatac segna un totale di 93 eventi. Sono state 40 le chiusure con una perdita di tempo di 10 giorni e 16 ore. I rallentamenti, invece, sono 53 e un costo di un giorno e 15 ore perse.
Il valore degli eventi è sostanzialmente in linea con i primi otto mesi del 2020 quando furono 90 le segnalazioni, 34 chiusure e 56 rallentamenti. Quello che peggiora è proprio il costo in termini di tempo: ora siamo già a 12 giorni e spicci persi mentre lo scorso anno furono “solo” 5 giorni e 17 ore.

La classifica dei perché

In cima, inarrivabile, il “guasto tecnico” e le sue varianti come la “verifica tecnica”, l’”intervento tecnico”, il “guasto agli impianti di stazione” o il “guasto agli impianti di circolazione. Per 155 volte su 242 giorni, una metro si è fermata o è stata rallentata a causa di un guasto tecnico.
Al secondo posto, con 23 casi, il soccorso a un passeggero in una stazione o a bordo di un treno per un malore.
Terzo, gli scioperi. Per 20 volte è accaduto che una linea, più frequentemente la C, o alcune stazioni rimanessero chiuse durante uno degli infiniti scioperi del settore del trasporto pubblico locale.
La quarta causa di stop e rallentamenti è dovuta alla rottura di un treno, evento che si è registrato 19 volte.
Al quinto posto, con 8 casi quasi tutti sulla linea C, gli atti vandalici.

Le peggiori stazioni

La peggiore è San Giovanni: e questo è un problema visto che è anche la stazione di scambio con la linea C. Quella della linea A è stata già chiusa 10 volte (una per sciopero, le altre per guasto tecnico) e 4 volte quella della linea C (guasti tecnici): cosa che porta il totale a 16 chiusure in 8 mesi. Da evidenziare come, San Giovanni metro C sia aperta dal 12 maggio 2018 ma manca ancora il passaggio diretto fra le due linee per cui chi deve fare cambio è costretto a salire fino all’atrio, uscire da una e poi rientrare nell’altra.
A parte San Giovanni – l’altra fermata di scambio, Termini, ha avuto solo tre chiusure anche se svariati problemi di blackout – rimanendo sulle stazioni “singole”, è la linea A a vincere la medaglia della peggior linea. E la peggiore stazione in assoluto del trittico delle linee metro è Vittorio Emanuele, che è già stata chiusa 12 volte in otto mesi. Stando a quanto affermato da Atac in commissione mobilità, grazie ai pessimi lavori fatti dalla Giunta Raggi al giardino dell’omonima piazza soprastante che causerebbe costanti infiltrazioni di acqua nella stazione danneggiando le scale mobili. Trattandosi di una stazione particolarmente profonda, in caso di rottura delle scale mobili si procede comunque alla chiusura della stazione.
Detto di San Giovanni metro A che, con 10 chiusure è medaglia d’argento, al terzo posto si registra un ex aequo con Re di Roma e Furio Camillo ciascuna delle quali ha già fatto segnare otto chiusure.
Per la linea B, la stazione peggiore è Libia, chiusa 6 volte.

La C la linea più nuova e più inaffidabile

Da evidenziare che per sei volte è stata interrotta la circolazione sull’intera linea: tre per guasto tecnico e tre per soccorso viaggiatori. Inoltre, per 21 volte si sono registrati pesanti rallentamenti: 15 volte per guasti vari, 4 per sciopero e una volta per soccorrere un viaggiatore.
Sono quindici, invece, gli stop all’intera linea C – 5 per sciopero ma 10 per guasti tecnici – e ben 37 i rallentamenti su tutta la tratta – 18 volte per guasti tecnici, 12 per guasti ai treni, 4 per atti vandalici, 3 per interventi delle Forze dell’Ordine – cosa che, con 52 eventi totali, la rende la linea meno affidabile di tutte pur essendo la più nuova del trio.

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