• giovedì 29 Settembre 2022 07:15

STADIO: LEGAMBIENTE ACCUSA, È UN ECOMOSTRO

L’allarme lo lancia Legambiente: lo Stadio della Roma che il costruttore Parnasi si appresta a costruire si sta rivelando un ecomostro che rischia di creare problemi a valanga.
Il Messaggero, di proprietà del costruttore Francesco Gaetano Caltagirone (considerato non un amico di Parnasi), riprende e amplifica questo allarme.
L’altolà lo lancia Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente, il quale, sostanzialmente afferma che lo Stadio è un “cavallo di troia” per consentire ad un costruttore (Parnasi) di realizzare un'”operazione immobiliare da 700 milioni di euro” definita da Zanchini “dai contorni poco chiari“.
L’accusa, secondo Legambiente, è che fra la presentazione in conferenza stampa e il progetto di fattibilità reale, sono “cambiati troppi aspetti” e, soprattutto, che, per giustificare la costruzione dell’impianto della As Roma, vengano poi fatti costruire migliaia di metri cubi in più. Zanchini li paragona a “9 Hotel Hilton”.
Fra gli appunti di Zanchini anche la questione della mobilità: “È sparito il prolungamento della metro B alla Muratella, di cui avevano parlato sia l’assessore Caudo che il costruttore Parnasi. Di fatto ora chi vorrebbe spostarsi con i mezzi avrebbe a disposizione solo la Roma-Lido, che attualmente offre solo 2 corse all’ora di domenica e che invece, secondo il progetto, saranno portate a 8. Ci chiediamo: chi sarà a pagare? Senza pensare al traffico: si stima che il 75% dell’accessibilità sarà con mezzi privati. Il piano viabilità oggi è insostenibile. In tutta Europa lo stadio si sceglie proprio dove c’è una fermata della metro. Immaginiamo un mercoledì pomeriggio, con la Roma che gioca in Champions. La circolazione rischia di andare in tilt. Via Ostiense già oggi è una strada molto trafficata, sarebbe gravata ancora di più. Tutta quella parte della città andrà in crisi senza il 50% degli accessi con i mezzi pubblici. In più i tifosi dovranno pagare, amara sorpresa, 10 euro per i parcheggi“.
La chiusura è di quelle che fanno riflettere. Zanchini dice: si sta costruendo vicino al Tevere e a un piccolo affluente. Con i cambiamenti climatici in atto, questo è “estremamente pericoloso“.

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