• sabato 8 Maggio 2021 13:34
Capolinea Flaminio ferrovia Roma Nord

Dopo giorni e giorni di disservizi da terzo mondo, forse la ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo – proprietà Regione Lazio, servizio gestito da Atac – potrebbe tornare alla normalità.
Che è sempre tragica ma, almeno, i treni girano anche se con la velocità più bassa di quella “di un elefante africano” per usare una felice espressione di Legambiente.
Da almeno una decina di giorni, infatti, quotidianamente saltano decine e decine di corse sia nella tratta metropolitana romana sia in quella regionale da e per Viterbo. 

LA REGIONE CONVOCA ATAC
Ieri mattina da via Cristoforo Colombo è partita una convocazione urgente dei vertici Atac. Riunione nel pomeriggio durante la quale gli emissari dell’Azienda hanno assicurato alla Regione che il problema sindacale alla base dei disservizi era in via di soluzione e che già da oggi dovrebbe tutto tornare alla normalità.

Giovanni Mottura, amministratore unico di Atac

I GIORNI DEL CAOS
Ufficialmente né Atac né la Regione hanno dato spiegazioni del caos degli ultimi giorni: al massimo, Atac si è limitata, tramite l’account twitter ufficiale dell’azienda (@infoatac) a fornire all’utenza il mesto bollettino giornaliero dei treni soppressi. E, spesso, mentre su twitter Atac annunciava la cancellazione di treni, il sito internet invece rimaneva improntato al bello stabile. In alcuni giorni si è arrivati addirittura a dimezzare i treni effettivamente circolanti rispetto a quelli previsti nell’orario, un orario, per altro, che giusto il 14 settembre era stato rimodulato in occasione della riapertura delle scuole.
Quasi superfluo riferire del caos sui viaggiatori: convogli strapieni sia all’andata che al ritorno e stazioni con le banchine piene all’inverosimile in attesa dei convogli. Tutta roba che Atac evidentemente non vede se, ancora l’altro ieri, l’Amministratore unico dell’azienda, Giovanni Mottura, parlava di “percezione” del sovraffollamento delle vetture.

SCIOPERO BIANCO
Indagando a fondo, però, viene fuori la ragione di questi disservizi. Ufficialmente Atac li etichetta come “mancanza di personale”. In realtà è uno sciopero bianco.
Il problema nasce, ovviamente, per questioni contrattuali. I macchinisti della ferrovia Roma-Viterbo, infatti, godono di un contratto particolare in cui la busta paga si forma anche attraverso una serie di bonus legati al chilometraggio percorso. Il contratto, in realtà, è scaduto ma, come accade con grande frequenza nella pubblica amministrazione, le vecchie clausole restano in vigore anche oltre la scadenza del contratto e fino alla sottoscrizione del nuovo. 
Se non che, da quanto Il Tempo ha appreso, alcune sigle sindacali hanno chiesto ad Atac di estendere queste clausole vantaggiose anche ad altri macchinisti in servizio sulle linee aziendali
A quel punto, l’Azienda non solo avrebbe rifiutato questa estensione ma avrebbe proceduto all’azzeramento dei bonus anche nei confronti dei macchinisti della Roma-Viterbo. Che, quindi, per tutta risposta hanno iniziato questa specie di sciopero bianco.

IL PASSAGGIO A COTRAL
Anche perché in vista c’è l’addio ad Atac e l’arrivo di Cotral nella gestione del servizio: per molti macchinisti questo passaggio potrebbe rappresentare un problema economico visto che con l’ingresso in Cotral verrebbero definiti nuovi contratti

Zingaretti Nicola
Il presidente della Regione
Lazio, Nicola Zingaretti

LA RISTRUTTURAZIONE DELLA LINEA
La Roma-Viterbo serve 75mila passeggeri e lo scorso anno è risultata vincitrice dell’ambito trofeo “Premio Caronte” messo in palio annualmente da Legambiente per “premiare” la peggiore ferrovia regionale. Per inciso: seconda classificata la Roma-Lido di Ostia e terza la Termini-Giardinetti. Ovvero, un podio tutto formato dalle ferrovie di proprietà della Regione con servizio gestito da Atac. 
La velocità media dei treni è di 30 km all’ora, poco più di un cavallo e calesse. 
Dall’agosto 2016 è in corso un’operazione globale di ristrutturazione della Roma-Viterbo e della Roma-Lido di Ostia. A dire il vero, passi avanti ne sono stati fatti non proprio tantissimi e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ciclicamente “si rivende” questi interventi. 
In totale, il progetto di riqualificazione per la Roma-Viterbo prevede un investimento di 337 milioni di euro con i quali verranno pagati il raddoppio del capolinea a Flaminio – un progetto avviato nel lontano 2014 e bloccatosi per l’ingresso di Atac nel concordato preventivo e il conseguente stop a tutti i pagamenti – il raddoppio della tratta fra Riano e Morlupo. Poi, ancora, la predisposizione del raddoppio della tratta fra Montebello e Riano; il potenziamento del deposito di Acqua Acetosa e il potenziamento della linea elettrica.

I NUOVI TRENI
Nell’ambito della ristrutturazione della linea, un capitolo importante lo avrà l’acquisto di nuovi treni e la manutenzione di quelli vecchi. Nell’Accordo quadro, infatti, è previsto l’acquisto totale di 38 nuovi convogli, 18 dei quali dovranno andare sulla Roma-Viterbo e i restanti 20 sulla Roma-Lido di Ostia. La gara d’appalto si è chiusa giusto il 20 ottobre scorso – slittamento per Covid – e a breve dovrebbe essere reso noto il risultato.

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