• sabato 8 Maggio 2021 06:49

 

Prosegue il caos in Regione Lazio dopo la dichiarazione di incostituzionalità del Piano Territoriale Paesistico regionale (Ptpr) sentenziata, a metà novembre scorso, dalla Corte Costituzionale per violazione del principio della leale collaborazione fra poteri dello Stato, del Codice dei Beni culturali e dell’obbligo di coinvolgimento del Ministero dei Beni Culturali.
Da una parte la Giunta Zingaretti sta cercando di mettere una pezza al caos creato dal Ptpr ma dall’altro continuano le prese di posizione delle opposizioni alla Pisana e dei sindacati.
L’ultimo in ordine di tempo è la presa di posizione della Filca Cisl che va molto sul pratico: la sentenza “taglia le gambe, per le aree sottoposte a vincolo, a tutti gli interventi, rientranti nel superbonus 110%, per i quali è necessaria una ristrutturazione “pesante” limitando così l’applicazione del superbonus ai soli interventi di manutenzione straordinaria”.
Spiega ancora il segretario generale della Filca Cisl, Fabio Turco: “Gli obiettivi del 110% già difficilmente raggiungibili per i molteplici vincoli di natura urbanistica e catastale, per molti interventi risulteranno impossibili. Una manovra, quella del superbonus 110, che di fatto nella nostra regione viene mozzata a causa di un ulteriore problema “burocratico”.
Alcuni giorni fa la Giunta ha presentato il nuovo testo che però secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Antonello Aurigemmacertifica la morte del ruolo del Consiglio regionale, a cui spetta l’urbanistica. Oggi il Consiglio viene esautorato, ridimensionato al ruolo di passacarte”.
Anche dalla Lega partono strali: “La nuova ipotesi di accordo col Mibact – per il coordinatore regionale Claudio Durigon, il responsabile dell’Urbanistica Pietro Sbardella e la consigliera Laura Corrottinon tiene in considerazione le osservazioni delle categorie e degli enti locali, bloccando così anche le previsioni di sviluppo in contrasto con una proposta che avrebbe dovuto invece recepire almeno tali previsioni. Chiediamo che venga riaperto un dibattito in commissione con tutte le parti in causa”.

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