• lunedì 25 Ottobre 2021 21:25

Esposto in Procura contro la Raggi; i medici che lanciano l’allarme emergenza sanitaria a Roma; in Regione ci si balocca coi pezzi di carta e le polemiche politiche infuocano la campagna elettorale: il caos rifiuti a Roma è sempre più maleodorante e invasivo. E tanto il Comune quanto la Regione appaiono incapaci di affrontare il problema.
Apre le danze un “uno-due” pesantissimo: prima l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato: “Per il momento è un’emergenza igienica ma con il grande caldo potrebbe diventare presto un’emergenza sanitaria” e non si esclude una nuova ordinanza regionale.
Poi il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, che, in una lettera al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, al sindaco, Virginia Raggi, al ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, e al prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, denuncia (per l’ennesima volta) il rischio di una “crisi igienica”.
E la situazione che da giorni sta, ancora una volta come nell’ultimo quinquennio, attanagliando la città finisce in Procura: “Abbiamo predisposto un esposto per attentato alla salute pubblica e, contestualmente, al Prefetto per chiedere, ove l’inerzia dell’amministrazione capitolina e di Ama dovesse proseguire, la nomina di un Commissario per rimuovere la spazzatura e igienizzare i cassonetti. Siamo sconcertati dell’azione o meglio dell’assenza totale di Ama, della Giunta Raggi e della regione di Zingaretti”, attacca Francesco Figliomeni (FdI), vicepresidente del Consiglio comunale.
In tutto ciò, in Regione la politica continua a giocare con nomi altisonanti: approvata la legge regionale che istituisce i “distretti logistico-ambientali” ovvero, come spiega l’assessore all’Ambiente della Regione, Massimiliano Valeriani: “aree territoriali omogenee per caratteristiche economiche delle imprese che vi hanno sede, in cui ridurre la produzione di rifiuti e procedere a scambi energetico ambientali per realizzare appunto la circolarità dell’economia attraverso il recupero dei rifiuti”.
I cumuli di immondizia, con corredo di topi, scarafaggi e gabbiani – e non è questa l’economia circolare di cui va cianciando la politica – aumentano e Ama si arrende: “siamo parte lesa e vittime” di un sistema storicamente fragile nell’”assetto impiantistico autorizzato ed utilizzabile dall’azienda o dai suoi fornitori”. Difficile dare torto all’Azienda: mancano gli impianti per trattare, smaltire e chiudere il ciclo dei rifiuti. E la politica Pd/M5S continua a limitarsi a giocare con le parole.

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