• sabato 31 Luglio 2021 13:02
Il caso Castrignanò suscita inquietanti interrogativi: in Campidoglio il Regolamento sugli Uffici è noto? Quando vengono firmati atti, Sindaco, Assessori, e i vertici amministrativi – Segretario generale, Direttore generale, Capo del Personale – sanno cosa firmano?
Stando a quanto scrive l’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, no, non lo sanno. Il caso è quello nato dalla nomina, decisa qualche giorno fa dal sindaco, Virginia Raggi, che, il 15 luglio, decide di affidare a Maria José Castrignanò – dirigente presa dal Comune di Nardò (Lecce) nel 2018 e messa alla sezione Partecipate della Ragioneria generale – anche la direzione del Dipartimento Partecipate.
Solo che, come Il Tempo aveva segnalato, c’è un colossale conflitto di interessi: come Ragioneria la Castrignanò deve controllare proprio il Dipartimento Partecipate. La stessa dirigente si accorge del pastrocchio combinato dal Sindaco. E avallato dal segretario generale, Pietro Paolo Mileti, dal direttore generale, Gabriella Acerbi, e dal direttore del personale, Angelo Ottavianelli. Più la controfirma di Antonio De Santis, assessore al Personale.
La Castrignanò tre giorni dopo, il 18 giugno, scrive al Sindaco, all’assessore alle Partecipate, Gianni Lemmetti, e al Segretariato segnalando esattamente il “potenziale conflitto di interessi”. Per cui, conclude, “si resta in attesa di ulteriori disposizioni”. Insomma, “io lì non posso andarci. Fatemi sapere che devo fare. O di qua o di là”.
Passano i giorni e la risposta non arriva. Arriva però Francesco Figliomeni (FdI), vicepresidente del Consiglio comunale che scrive una prima interrogazione. Risponde Lemmetti: “La questione non rientra nelle [mie] strette competenze” visto che l’incarico è stato dato “sentiti l’Assessore al Personale e il Direttore Generale”.
Figliomeni però è testardo e risponde a Lemmetti: “Gli incarichi di Vice Direttore generale, Direttore di Dipartimento sono conferiti dal Sindaco, su proposta dell’Assessore al Personale, sentiti gli Assessori competenti per materia”.
E arriva Lemmetti che ammette che Figliomeni ha ragione ma “non è stato richiesto il parere dello scrivente Assessore”.
Nessuno mette in dubbio la professionalità della Castrignanò – dice Figliomeni – testimoniata proprio dalla presa di coscienza del conflitto di interessi, ma qui si parla di Partecipate che sono tutte sull’orlo del baratro mentre in Campidoglio nessuno sa chi faccia cosa”.
Dopo cinque anni di governo tutto questo diviene semplicemente inaccettabile.

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