• giovedì 28 Ottobre 2021 22:15

 

Che il Covid viaggiasse in pullman, bus o metro era un sospetto che era venuto a più di qualcuno: le immagini di gente accalcata sulle vetture Atac o sulle scale mobili della metro o sul trenino per Ostia o quello della linea Roma-Civita Castellana-Viterbo lasciavano (e lasciano) poco margine a dubbi.
Per Atac, però, il problema, ammesso che ci sia (la famosa “percezione” sull’affollamento dei mezzi propagandata dai vertici aziendali e dal Comune), è affrontato e risolto: “Le sanificazioni di mezzi e infrastrutture del trasporto pubblico sono attive e quotidiane sin da febbraio del 2020”, spiega l’azienda in una nota. Atac “sottolinea che tali attività sono state organizzate proprio allo scopo di prevenire la diffusione del Coronavirus e in linea con le indicazioni pervenute da Enti ed Autorità competenti. Ciò ha condotto al piano di sanificazione straordinaria quotidiana di tutti i mezzi del trasporto pubblico e delle infrastrutture. Da oltre un anno, dunque, Atac assicura la sanificazione quotidiana e potenziata delle cabine di guida/condotta di bus e treni metroferro e dei locali di lavoro  e la sanificazione straordinaria quotidiana delle superfici a contatto con il pubblico per i mezzi di superficie e metroferro”. Amen così.
Più o meno analogo il tenore delle dichiarazioni dell’assessore regionale ai Trasporti, Mauro Alessandri, che, in un lungo post su Facebook, se la prende intanto con “Il modo in cui viene data una notizia” per passare poi alla minimizzazione del caso: “quanto rilevato [dai Nas], (il 9 per cento dei casi) non è comunque indice di effettiva capacità di virulenza o vitalità dello virus”, per concludere come il problema sia la “narrazione”. Un po’ meno rassicuranti i sindacati. Spiega Massimiliano Proietti, segretario regionale della Uil Trasporto pubblico locale del Lazio: “come sindacato abbiamo chiesto che vi sia una sanificazione della cabina di guida al termine di ogni cambio turno. I dati sui contagi degli autisti Atac appaiono bassi. Meno bassi con 5 casi contemporanei quelli sulla ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo. Ma credo che il problema sia spiegabile con il fatto che sui bus la cabina di guida è isolata dai passeggeri visto che la porta anteriore non viene utilizzata. Sulla ferrovia, invece, il personale è composto dal macchinista in cabina e anche il capotreno che gira. Per Cotral risultano un totale di 22 casi su 3500 addetti e la metà di questi 22 è risultata positiva nella sala controllo e solo 11 fra il personale viaggiante”.
Molto meno tranquille le opposizioni: il capogruppo della Lega in Aula Giulio Cesare, Maurizio Politi, chiede di velocizzare le vaccinazioni per il personale mentre Davide Bordoni attacca la Raggi “irresponsabile” parlando di scene di “sovraffollamento su mezzi pubblici” con “pulsantiere, maniglie e corrimano che non superano i tamponi eseguiti dai Carabinieri dei Nas” e concludendo con “una situazione ai limiti dell’epidemia colposa”.

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