• martedì 22 Giugno 2021 22:54

E anche Daniele Frongia, se ne va. Uno dei quattro consiglieri grillini della prima ora, fa le valige e, al terzo tentativo di trovare una via d’uscita dal naufragio grillino in Campidoglio, trasloca come vicecapo di gabinetto dal ministro delle Politiche giovanili, Fabiana Dadone. In pieno stile sovietico il comunicato del Campidoglio che, a firma del sindaco Virginia Raggi, elogia l’operato di Frongia.
In pole position per sostituirlo c’è il superfedelissimo Angelo Diario, presidente della Commissione Sport. Nel salutare i propri collaboratori Frongia li ha rassicurati sulla tenuta dei posti di lavoro.
Ovviamente, opposizioni scatenate sull’ennesimo cambio in giunta. I numeri sono impietosi: l’unica rimasta, ma cambiando delega, della Giunta del 2016 è Linda Meleo, passata dai Trasporti ai Lavori pubblici. L’ultimo rimpasto è stato a gennaio scorso, quando, nottetempo, la Raggi ha silurato Luca Bergamo dalla Cultura e Carlo Cafarotti dal Commercio, sostituiti con i superfedelissimi del circoletto ristretto, Pietro Calabrese, Andrea Coia e Lorenza Fruci.
Con Frongia che va via, siamo al venticinquesimo cambio di assessori nel quinquennio, un media di cambio ogni due mesi e mezzo.
Il filo conduttore delle opposizioni, di destra e sinistra, è la Raggi che rimane sola, la fuga da Roma, il si salvi chi può.
L’addio di Frongia è politicamente rilevante: uomo politicamente forte nella Giunta Raggi è stato il primo vicesindaco finendo poi degradato ad assessore semplice dopo la questione Marra/Berdini/Stadio della Roma.
Una questione che torna prepotentemente d’attualità visto che ieri è stata ascoltata sul tema proprio Virginia Raggi nel corso del processo sullo stadio.
Parlando ai giudici, la Raggi ha ripercorso il periodo del 2016-2017, quello in cui si acuì lo scontro frontale in Giunta fra gli antistadio guidati da Berdini e i pro Stadio guidati da Frongia.
Il Sindaco ha spiegato come Berdini, all’epoca assessore all’Urbanistica, fosse “contrario a parole” al progetto ma con i fatti “gli ha aperto un’autostrada”. “Eravamo tutti dell’idea che uno dei primi atti sarebbe stata la revoca della delibera di Marino ma non solo Berdni non la portò in giunta ma addirittura aderì alla conferenza dei servizi avviata in Regione, portando una memoria in giunta, il 16 settembre 206, nella quale diceva che avremmo dovuto portare avanti tutti gli atti per approvare il progetto stadio”. Poi l’ammissione: “ci convinse che era una procedura standard”.
Sull’ex presidente Acea, invece, la Raggi ha riferito che “Luca Lanzalone godeva di alta considerazione all’interno del Movimento e fu un buon veicolo per far capire a Beppe Grillo il cambiamento sulla storica posizione del movimento contraria allo Stadio Doveva tornare indietro da una posizione politica e alla fine anche Beppe cambiò idea, grazie al nuovo progetto, diverso e sostenibile“.

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