• martedì 22 Giugno 2021 22:50

Ha visto più annunci di rilancio e recupero, negli ultimi 20 anni, il Santa Maria della Pietà che “settimane decisive” il progetto Stadio della Roma. Ieri nuova puntata della soap opera sull’ex manicomio di Roma: la Giunta Raggi ha approvato lo “schema di Assetto Preliminare del progetto urbano della Centralità Santa Maria della Pietà”, l’ex complesso che ospitare, nel XIV Municipio, l’ospedale psichiatrico costruito a inizio 1900 e chiuso definitivamente nel 1999.

Da allora, annunci e progetti sono stati un mantra della politica capitolina e di quella regionale.

A febbraio 2018 il Campidoglio inserisce il complesso fra le centralità urbane previste dal Piano Regolatore. A novembre dello stesso anno, Regione, Città Metropolitana, Asl Rm1 e Campidoglio firmano e ratificano il protocollo di intesa che definisce le “modalità di collaborazione istituzionale, amministrativa e tecnica finalizzata” alla stesura del “Progetto Urbano della centralità urbana Santa Maria della Pietà”.

Due anni e sette mesi dopo quel Protocollo, casualmente a 4 mesi circa dal voto per le elezioni comunali, arriva l’annuncio del Campidoglio che non è un inizio di qualcosa ma è solo uno schema preliminare: poco più che un pezzo di carta.

Sfrondando l’autocelebrativa nota del Comune, viene fuori che il Santa Maria della Pietà sarà in futuro un “parco monumentale da restituire ai cittadini grazie al restauro già avviato e grazie all’implementazione delle aree ciclopedonali, a nuovi sistemi di accessibilità e nuovi usi dei padiglioni aperti al pubblico con servizi e attività dedicate a cultura, servizi turistico-ricettivi, spazi per la ricerca e lo scambio, attività di promozione del benessere, progetti di formazione, spazi e padiglioni da assegnare alla sede del Municipio Roma XIV”.

La rosea previsione è che nelle aree intorno al parco saranno collocati orti urbani, fattorie sociali e didattiche, aree dedicate allo sport e ad attività ludiche, parcheggi di scambio di servizio alle linee di trasporto pubblico e di servizio alla Centralità.

Come ormai d’abitudine quando si avvicinano le scadenze elettorali, nessun accenno, nella nota del Campidoglio, a prosaici temi come fondi stanziati o tempi di relizzazione.

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