• martedì 28 Settembre 2021 00:32

Va avanti l’indagine della neonata Commissione Trasparenza della Regione Lazio sul caso “concorsopoli Allumiere” cioè il caso nato dal concorso bandito dal Comune di Allumiere con graduatoria “generosamente allargata” da cui sono state pescate assunzioni da parte del Consiglio regionale e di altri Comuni principalmente di personale legato direttamente alla corrente Pd della provincia di Roma e di Frosinone.
Ieri alla Pisana terza seduta della Trasparenza, al termine della quale la presidente della Commissione, Chiara Colosimo (FdI), ha sparato alzo zero: “Possiamo affermare che il Comune di Allumiere non ha inviato la graduatoria ai Comuni che avevano bisogno di personale ma solo uno specchietto con alcuni nomi. Abbiamo scoperto un altro lato di questo concorso”.
Ieri in Commissione sono stati ascoltati i sindaci dei Comuni di Bracciano, Armando Tondinelli; Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo; e Monterotondo, Riccardo Varone. 
Tutti hanno raccontato ai commissari regionali le procedure con le quali sono stati comunicati loro, dal Comune di Allumiere, i nominativi delle persone da assumere, risultate comunque idonee dal concorso.
Nessun Comune ha ricevuto la graduatoria per intero ma solo questo specchietto – ha ribadito Colosimo dopo i racconti dei sindaci – che sia legittimo o meno non spetta a me dirlo ma ho qualche perplessità. Ricordo che il sindaco di Bracciano ha anche detto che secondo lui qualche nome è stato addirittura saltato. Così se nella prima audizione abbiamo appreso del cosiddetto errore materiale sulla sufficienza, se nella seconda abbiamo avuto certezza che la lista degli idonei fosse passata da 20 a 107, oggi abbiamo ricostruito che Regione Lazio e i vari Comuni auditi non hanno ricevuto la graduatoria complessiva. Vedremo come procedere ma bisogna capire subito se l’elenco fornito ai vari Comuni fosse basato su un ordine preciso oppure no. Lo verificheremo con le carte“.
La questione è sul tavolo della Procure di Roma e di Civitavecchia. Poche settimane fa, il sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini, aveva chiesto un parere a uno studio legale di Viterbo che, dopo una disamina degli atti, aveva chiarito come le irregolarità in sede di istruttoria delle graduatorie preliminari rendevano il concorso passibile di annullamento in autotutela.
Tuttavia, nella successiva riunione della Capigruppo di Allumiere, lo stesso Pasquini aveva chiarito come, al momento, non fosse possibile a suo giudizio procedere all’annullamento per l’elevato rischio di cause da parte dei vincitori non legati ad alcun carro politico. “Valuteremo cosa fare – spiegò a questo proposito Pasquini nella prima seduta della Trasparenza regionale – perché stiamo decidendo le sorti di 44 persone che stanno lavorando e di altri 86 che potrebbero iniziare a lavorare, oltre che delle amministrazioni che ne stanno usufruendo”.

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