• venerdì 17 Settembre 2021 09:14

 

Ancora una volta niente numero legale in Consiglio comunale. E l’assestamento di bilancio – già slittato di una settimana complice il parere negativo espresso in Commissione Bilancio sul testo e per consentire alla Raggi di far approvare la revoca dello Stadio – perde un’altra giornata.
Eppure il tempo stringe, perché voci sempre più insistenti vorrebbero anticipare le elezioni “ufficiosamente” indicate per il 10 ottobre, onde evitare un ballottaggio “influenzato” dal Covid e si comincia dunque a guardare alla data del 26 settembre come una possibile soluzione.
L’assestamento di bilancio, per legge, andrebbe comunque approvato entro il 31 luglio ma qualche giorno in più, di prassi, non ha mai comportato conseguenze. Stavolta però c’è poco da scherzare. Considerando che la legge impone lo scioglimento dei gruppi e dunque del Consiglio comunale, 45 giorni prima della data indetta per le elezioni. Quindi il 10 o il 24 agosto, a seconda che si voti per il primo turno delle Comunali il 26 settembre o il 10 ottobre. Per questa super maratona, il Consiglio comunale era stato convocato tutti i giorni, dalla mattina alle 10 fino alle 19 serali con seduta notturna ad oltranza per venerdì.
Solo che, complice la passerella del sindaco Raggi con i Måneskin protrattasi a lungo, la seduta di ieri è saltata: i consiglieri, anche quelli di maggioranza, si sono innervositi per la lunga attesa e alla fine hanno bigiato la seduta.
Si riparte questa mattina in seconda convocazione, quindi, invece che con gli  abituali 24 della prima, con soli 16 consiglieri sufficienti a garantire la validità della seduta. Solo che per due giorni, quindi oggi e domani, sono calendarizzati gli “interventi in deroga”: ogni consigliere ha diritto di parlare per 45 minuti. Il numero legale, perciò, diventa quasi opzionale visto che non ci sono votazioni. Da venerdì si inizierà la discussione sugli ordini del giorno: i vari partiti ne hanno presentati oltre due mila e gli uffici stanno utilizzando queste ore per verificarne l’ammissibilità. Solitamente, ne viene dichiarato ammissibile circa un terzo. Per gli ordini del giorno, la discussione è stata contingentata in quattro ore. Poi partiranno le votazioni. Stesso canovaccio sarà seguito per gli emendamenti (anche qui, ne sono stati presentati centinaia): 4 ore di discussione, poi i voti. Facendo i conti, quindi, le possibilità che effettivamente l’assestamento possa essere approvato entro la scadenza del 31 luglio sono legate solo al raggiungimento di un accordo fra maggioranza M5S e le opposizioni. In assenza di questo, la data del 31 difficilmente sarà rispettata.

 

ce

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