• venerdì 17 Settembre 2021 09:59

 

Prima decidono che non servono e li mettono in vendita. Poi decidono che servono e li ricomprano. A un prezzo anche più caro, visto che stanno all’asta. Il Circo M5S regala, coi soldi pubblici, sempre grandi emozioni: questa volta è il turno dei depositi Atac per i quali, dopo le polemiche dei giorni scorsi, ieri il Campidoglio ha presentato una proposta di acquisto irrevocabile.
Nel 2017, quando la Raggi e i suoi scelgono per Atac il concordato preventivo, il Campidoglio – proprietario unico al 100% di Atac e, quindi, anche dei suoi beni – decide che 15 fra terreni, edifici, depositi, rimesse, non servono. Quindi finiscono all’asta per pagare i creditori. Le stime del concordato erano di incassare 92 milioni. Le aste iniziano a maggio 2020. Poi a marzo/maggio 2021, la seconda asta. In due aste, vengono venduti solo due asset, fra i più piccoli, con un incasso di poco più di 2 milioni.
A luglio terzo tentativo: viene presentata un’offerta per piazza Ragusa, stesso importo richiesto dalla vendita, cioè 10 milioni e mezzo di euro. Asset che avrebbero potuto essere molto più valorizzati e rendere cifre molto più consistenti se i 5Stelle, dopo averli dichiarati vendibili, avessero anche fatto modifiche alle destinazioni d’uso rendendoli più appetibili.
L’offerta di luglio, però, viene attribuita erroneamente ad Amazon. Scandalo. Immediata corsa a ripari. I depositi improvvisamente diventano beni essenziali: nell’assestamento di bilancio – e ne sono passati di bilanci dal 2017 al 2021 senza che la Giunta Raggi muovesse un dito – i soldi non ci sono. Di corsa, un emendamento che passa con i buoni uffici delle opposizioni. Per cui, dopo averli messi in vendita e anni di disinteresse totale, ora i depositi Atac sono terreno di bandierine politiche: che fa anche ridere perché in caso di rilancio da parte di Vailog, il primo offerente, la cifra massima dell’investimento capitolino (15,4 milioni di euro iva inclusa) è nota e può essere superata. In più il Comune non ricompra beni propri al prezzo base ma grazie all’indecisione della Raggi li ricompra a un prezzo già superiore.
Però la Raggi canta vittoria: “Ci riprendiamo il deposito come gli altri due di piazza Bainsizza e San Paolo, li togliamo dalla dismissione e ci lavoriamo per completare le linee che abbiamo progettato noi”. In tutto ciò, rimane ancora aperta la vicenda della stabilizzazione dei nuovi autisti Atac, annunciata mesi fa e pronta per la Giunta di ieri, stando all’annuncio della Raggi che, come al solito, scarica la colpa dei ritardi altrove: “i sindacati hanno voluto fare ostruzionismo”.
Link: Il disciplinare di vendita del deposito di piazza Ragusa
Link (29 luglio 2021) – l’emendamento di Giunta all’assestamento di Bilancio per procedere all’acquisto dei tre depositi Atac

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