• giovedì 22 Aprile 2021 13:31
Lemmetti Gianni

Ottocento diciannove milioni di euro: tanto costa, per quest’anno, avere una città sporca lurida e che puzza di discarica ad ogni angolo. La cifra – che certifica il fallimento del modello “differenziata che salva il mondo” propagandato prima dal Pd e ora dai 5stelle – la fornisce direttamente l’assessore al Bilancio della Giunta Raggi, Gianni Lemmetti, il quale, in audizione nelle Commissioni Ambiente e Bilancio, ha spiegato: “Il costo totale del servizio per il totale della gestione dei rifiuti, comprensivi di tutti i contratti di servizio ammonta a 819 milioni iva compresa. Ma a seguito di una serie di correttivi i costi da coprire sono 791 milioni, contro i 786 dell’anno scorso, che sono il frutto della diminuzione degli 819 milioni, tramite correttivi, a 755 più 36,5 milioni che sono la prima rata di crediti inesigibili del 2003-2009”. L’audizione di Lemmetti nelle due Commissioni è legata al parere obbligatorio che esse hanno espresso (positivo a maggioranza) sul piano finanziario di Ama e sulla determinazione della TaRi 2020.

Per inciso, va ricordato che l’ultimo bilancio Ama approvato dal Campidoglio risale al lontano 2016: dopo di che è iniziata una lunghissima querelle che ha opposto l’Amministrazione Raggi a tutti i numerosi management che si sono succeduti in questi anni, tutti dimissionari o dimissionati proprio per la questione dei crediti inesigibili. “Quest’anno – ha detto ancora Lemmetti – abbiamo dovuto applicare le nuove regole stabilite dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) che determinano i criteri con cui dobbiamo stabilire il nuovo piano finanziario”. Per cui, se inizialmente la cifra da chiedere ai cittadini era stata quantificata in 755 milioni, con queste nuove norme i 102 milioni di crediti inesigibili relativi agli anni dal 2003 al 2009 sono stati “spalmati” in quattro anni. Ecco da dove viene la cifra di 36,5 milioni di euro aggiuntivi per l’attuale piano economico finanziario.

La cifra di 819 milioni di euro ha immediatamente riacceso la polemica politica con il Pd – il capogruppo Giulio Pelonzi e la consigliera Valeria Baglio – che attacca: “Passiamo da 786 milioni dello scorso anno agli 819 di questo: un aumento incomprensibile se si prendono in considerazione i mesi passati di lockdown e la notizia comunicata oggi in commissione dall’assessore Lemmetti del risultato positivo della semestrale di Ama. La giunta si trova a pagare il servizio 33 milioni in più, quasi un 5% di aumento, con città più sporca, nessun piano industriale e l’azienda capitolina AMA in dissesto”. 

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