• martedì 27 Luglio 2021 13:22
Ospedale Santa Maria Goretti, Latina

Non voglio parlare dei messaggi di Casati: sono abbastanza meschini e ignobili da rendere superfluo qualunque commento. Dovrebbe solo vergognarsi”.

C’è n’è voluto per convincere Giuseppe Simeone, presidente della Commissione Sanità, a dire una parola sulla chat del DG della Asl di Latina, Giorgio Casati, in cui viene augurato il Covid allo stesso Simeone e a Tripodi in occasione di un’ispezione.

Consigliere, perché l’ispezione?
I numeri dei contagi Covid in provincia di Latina sono in linea con le tendenze regionali e nazionali, in media 100/150 positivi al giorno. Ad oggi siamo arrivati a 2685 positivi in totale, di cui 154 ospedalizzati e 2531 in isolamento domiciliare”.

E quindi?
Al momento la capienza massima di Latina è di 186 posti letto, ottenuti però raschiando il fondo del barile. Centosei sono quelli da rete Covid ufficiale come da documentazione del DPCM del 20 ottobre. A questi si aggiungono una decina di posti in terapia intensiva. Poi ci sono i posti in pronto soccorso che, però, sono quasi tutti umilianti per i pazienti”.

In che senso?
Ci sono dodici posti in osservazione breve e questi sono veri posti letto in cui la dignità del malato è rispettata”.

Poi?
Poi ne abbiamo quelli di Astanteria e qui la dignità del malato è calpestata: promiscuità di età e di sessi, solo una tendina a separare un malato da un altro. Poi ci sono posti ricavati dalla Cappella che è stata soppressa. Noi siamo andati lì per cercare di capire come fare, anche insieme a Deputati e Consiglieri comunali, per aumentare questi posti”.

Come?
Ci sono ex ospedali, come Sezze, Priverno, Cori, Gaeta e Minturno, che sono stati dismessi”.

E che ha detto il Direttore generale?
“Che la rete Covid di Latina si esaurisce con il Santa Maria Goretti, che quelle strutture non sono utilizzabili perché, anche fossero ripristinate, occorrerebbero strumenti, medici e paramedici che non ci sono”.

E allora?
Allora il senso di questa ispezione era proprio quella di capire di cosa c’è bisogno per incrementare i numeri. Sono venuti con noi apposta Matteo Adinolfi e Salvatore De Meo, eurodeputati, e Massimiliano Carnevale e Alessandro Calvi, consiglieri comunali. Servono soldi per rimettere in sesto quelle strutture e poi personale e strumentazioni per renderli operativi”.

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