• martedì 20 Aprile 2021 11:26

Due Due orari diversificati per gli ingressi a scuola e una serie di provvedimenti per incrementare il trasporto pubblico. Sono questi i due pilastri principali del (futuro) piano per la ripresa scolastica, al 7 gennaio, che Regione e Comune stanno predisponendo sotto la supervisione del Prefetto di Roma.

Mancano ancora molti dettagli e, nella riunione del tavolo tecnico di ieri pomeriggio in Prefettura, il prefetto Matteo Piantedosi avrebbe diplomaticamente sottolineato come i tempi siano stretti e sia necessario che il Campidoglio elabori un documento definitivo da poter portare, insieme a quello della Regione, all’esame del Ministero.

Entrando nel merito, su proposta dell’Ufficio Scolastico regionale, saranno due gli scaglioni degli orari di ingresso a scuola:  le prime e le seconde alle 7.45 e le terze, quarte e quinte alle 9.45. Di fatto l’idea originaria del Comune – le 8 e le 10 – viene accolta.

Veniamo al potenziamento del trasporto pubblico locale.

La Regione invece ha predisposto un bando da otto milioni di euro da parte di Cotral che si aggiunge agli altri due milioni già messi in campo, per l’aumento dell’offerta in orari scolastici. Questo nuovo bando è in fase avanzata di aggiudicazione. C’è un secondo bando, di Astral anch’esso in fase di aggiudicazione che servirà a garantire la penetrazione nei nodi di scambio di Roma con bus aggiuntivi che percorranno linee cosiddette “a farfalla” fin dentro Roma.

Il Comune ha ipotizzato di incrementare il personale per il controllo degli ingressi nelle metropolitane. Inoltre, Palazzo Senatorio ha previsto di riutilizzare i pullman privati a noleggio che erano stati impiegati sulle fallimentari linee S per incrementare le linee di periferia.
Le linee S erano state istituite in autunno ed erano durate pochissimo: l’errata previsione del Campidoglio aveva destinato queste vetture a coprire gli stessi tragitti delle metropolitane. Pur con un esiguo numero di fermate, però, i tempi di trasporto (un’ora in superficie contro 15 minuti in metropolitana) le hanno rese non concorrenziali condannandole al fallimento. Queste ex linee S saranno usate in aggiunta alle 500 corse che Atac ha subappaltato ai privati pochi giorni fa.
Secondo le previsioni del Comune, questi due elementi garantiranno 1800 corse in più al giorno.

Uno dei nodi da risolvere è legato ai costi. Il Campidoglio stima che queste 1800 corse in più costeranno 11,8 milioni di euro, che il Comune vorrebbe fossero integralmente corrisposti Regione.
La Pisana, però, ha a disposizione dal Governo un totale di 19 milioni da utilizzare sull’intero territorio regionale. La cifra reale, in realtà, immediatamente utilizzabile è solo di 8,6 milioni di euro che devono includere anche le coperture per i servizi aggiuntivi gestiti da Astral.
Per cercare di risolvere questo problema, la Regione ha proposto che la task force fra gli uffici amministrativi dei due Enti, già operativa, si occupi anche di seguire e snellire tutti gli iter burocratici relativi al finanziamento: l’obiettivo è rilevare concretamente quante risorse siano effettivamente erogabili per coprire i costi di  queste misure straordinarie, indifferibili e urgenti, in vista della riapertura della scuola il 7 gennaio.
Insomma, pur senza dirlo formalmente, la Regione ritiene che Roma da sola non possa impegnare quasi i due terzi della somma che deve coprire anche tutti gli altri 377 Comuni della regione.

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