• mercoledì 20 Ottobre 2021 15:44

L’ennesimo giro di valzer nella Giunta Raggi, apre il fronte delle polemiche politiche e se la decisione di diffondere la nota a tardissima sera era un modo per silenziare la notizia, il tentativo è fallito.
Partendo da destra. Attaccano sia la Lega che Fratelli d’Italia.
Povera Roma. Ritirare a 5 mesi dal voto le deleghe al vicesindaco e all’assessore allo sviluppo economico è la conferma di un triste epilogo. Nemmeno le dimissioni salverebbero la faccia alla sindaca. Nella storia della città eterna questo quinquennio sarà ricordato come l’era oscurantista”, secondo Fabio Rampelli vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.
Per il capogruppo in Campidoglio di FdI, Andrea De Priamo, e per Federico Mollicone, “Bergamo è stato il peggiore assessore alla Cultura di Roma dal dopoguerra a oggi. Forse il Sindaco Raggi si aspetta posta dalla Procura e dalla Corte sui Conti sul Teatro di Roma?”.
Per la Lega, il vicepresidente del Consiglio regionale, Giuseppe Cangemi, “Questo è accanimento terapeutico. Rimetta il mandato, ci farebbe più bella figura”; secondo la consigliera regionale Laura CorrottiNeanche il momento di crisi che stiamo attraversando riesce a fermare le mire personali della Raggi che preferisce pensare alle prossime elezioni anziché al futuro della città”. Infine, per il consigliere comunale Davide BordoniDopo il governo Conte anche la giunta Raggi allo sbando. È l’ennesima dimostrazione dell’inettitudine della Raggi, incapace di costruire una squadra di governo che avrebbe dovuto supportare i settori in crisi”.
Per il coordinatore Forza Italia del I Municipio, Francesco De Micheli, “Qualcuno dica alla Raggi che non c’è un premio per il maggior numero di giunte nominate in un mandato”.
Non è che a sinistra siano più teneri: “Cambiare squadra a tre mesi dal voto è la scelta disperata di chi si sente ormai sopraffatto dalla sconfitta”, afferma la capogruppo in Campidoglio della Lista Civica RTR, Svetlana Celli.
Duro Carlo Calenda (Azione): “Si dice che la prima qualità di un bravo capo sia saper scegliere i collaboratori. Raggi ha licenziato 2 vicesindaci, 17 assessori, un capo di gabinetto, un capo del personale, 6 tra alti dirigenti e dirigenti in Acea, 7 in Atac, 5 in Ama. Pochi mesi e potremo licenziare lei”. Stesso tenore per il coordinatore romano di Italia Viva, Marco Cappa: “per fortuna sono i titoli di coda di questa amministrazione”.
Nessuna tenerezza neanche dai Radicali: “A Roma esiste un problema ed è Virginia Raggi”, afferma il deputato Riccardo Magi: “Il ritiro delle deleghe a Cafarotti e Bergamo dimostra quanto la sindaca sia concentrato solo sulla campagna elettorale piuttosto che lavorare alla crisi di Roma e al suo rilancio”.
A chiudere, Andrea Bernaudo (Liberisti italiani): “Speriamo che Conte le trovi uno strapuntino al Governo e che si vada ad elezioni al più presto”.

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