• mercoledì 21 Aprile 2021 23:29

Oltre 700 metri quadri, lettini nuovi, cucine nuove. Ma i soffitti trasudano acqua. E 280mila euro di soldi pubblici che, giorno dopo giorno, rischiano di marcire come i lettini.
Dovrebbe essere l’asilo nido di Castel Giubileo, nel III Municipio. Una enorme struttura, con decine di stanze, appena ristrutturata con soldi del Municipio. Ma che, per una serie di contenziosi, potrebbe non aprire. Anche perché manca la caldaia sia per i termosifoni che per fornire acqua calda a bambini e maestre. 
La storia inizia nel 2018 quando viene messa a bando di gara la ristrutturazione e l’adeguamento degli spazi esterni, della cucina e della lavanderia del nido. Un nido dove sono andati tutti i bambini dell’intera borgata ma che era arrivato a fine vita e, ormai abbandonato da anni, doveva essere ristrutturato.
A inizio estate 2019 iniziano i lavori che avrebbero dovuto durare 210 giorni. Poi una prima sospensione che allunga i termini fino all’arrivo del Covid con la quarantena totale decisa l’8 marzo 2020. Questi slittamenti hanno finito per creare il caos. Perché durante i lavori, la ditta vincitrice segnala più volte un problema: il tetto fa acqua e in alcune parti le guaine di copertura sono rotte e non tengono più.
Le immagini non lasciano spazio a troppe interpretazioni: le pareti sono tutte colorate. Ci sono lettini per i neonati e per i bimbi più grandi, ci sono sedie e tavolini, gli arredi esterni tutto taglia baby. Cucina nuova, celle frigorifero ancora incellophanate come le due enormi lavatrici industriali. Ma su tutto questo ben di Dio c’è uno strato di calcinacci. Sui soffitti non si contano le macchie di umidità e di muffa. E dentro si gela perché mancano i riscaldamenti: la centrale termica, esterna, riadattata a giaciglio per barboni e prostitute, è vuota. Non c’è la caldaia per produrre né l’acqua calda per i rubinetti né quella per i termosifoni che, pure, sono lì, nuovi nuovi.
“Abbiamo più volte segnalato al Municipio il problema delle infiltrazioni d’acqua” spiega Luigi Marinacci, che con la sua Holding LM Srl ha vinto l’appalto e effettuato i lavori. “Sono stati impegnati soldi pubblici che rischiano, quando saranno pagati, di essere inutili”.
Qui ci sono una serie di problemi – risponde il presidente del Municipio, Giovanni Caudoil primo è un ritardo, dovuto anche alla pandemia, che ha disallineato i tempi fra l’appalto per gli interni e quello per il rifacimento della copertura. Il secondo è il Dipartimento Lavori pubblici del Comune che gestisce gli impianti di riscaldamento e che solo poco tempo fa ci ha dato il via libera per procedere autonomamente. Oggi però il problema è proprio il contenzioso con la Holding LM”.
Attacca la Lega. “La Giunta Caudo non ha scusanti” dicono Il coordinatore della Lega in III, Cristiano Bonelli, e il Consigliere municipale Mario Astolfi, che aggiungono: “da mesi seguiamo l’evoluzione dei lavori. Ora dovranno essere spesi altri soldi per l’incompetenza dimostrata. Vogliamo avere la certezza che a settembre l’asilo torni ad accogliere i bambini“.

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