• martedì 27 Luglio 2021 12:55

Si è interrotto ieri sera il silenzio della Regione sul rischio, reale più che mai, di una nuova emergenza rifiuti nella Capitale. Con una nota di poche righe, infatti, si è dato l’annuncio di una riunione tecnica convocata per domani. Il Campidoglio ne approfitta: se due giorni fa il terzo assessore all’Ambiente della Giunta Raggi, l’attivista grillina Katia Ziantoni, rilanciava la richiesta di rivedere il Piano Rifiuti regionale, ieri la Ziantoni ha fatto direttamente appello alla Regione. In vista della prossima catastrofe romana dei rifiuti, “abbiamo chiesto alla Regione Lazio di intervenire prontamente per trovare una soluzione ai problemi di smaltimento ed evitare una crisi a livello regionale”.
Già, perché dal 1 aprile chiuderà la discarica di Rocca Secca che accoglie quotidianamente 850 tonnellate di rifiuti romani fra quelle provenienti dai centri Ama, quelli da Malagrotta e quelli che Roma porta alla Saf di Frosinone e da questa finiscono a Rocca Secca.
Nel quinquennio Raggi e 5Stelle, chiacchiere a parte, non è stato realizzato nessun impianto per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, anzi, con l’incendio al TMB Salario se n’è perso uno che non è stato rimpiazzato. Nonostante promesse che vanno avanti dal 2017 Ama è ancora senza bilanci. I management si sono succeduti uno dopo l’altro ma bilanci 2017,2018 e 2019 più Piano industriale e Piano di risanamento sono ancora in alto mare: la maggioranza grillina è ridotta alla parità con le opposizioni e in Aula serve la presenza del sindaco, Virginia Raggi, per evitare sanguinose sconfitte. Questa settimana, presumibilmente giovedì, se la compagine pentastellata terrà alla prova del voto, i bilanci potrebbero essere approvati.
Nel frattempo, però, il Comune prova a riguadagnare l’iniziativa politica sfruttando l’inchiesta che vede coinvolti Flaminia Tosini, responsabile della direzione rifiuti della Regione Lazio, e Valter Lozza, titolare della società Mad che possiede la discarica di Rocca Secca e del sito di Monte Carnevale indicato dalla Raggi come sede della futura discarica di Roma.
La chiusura di Rocca Secca avrà come immediata conseguenza una nuova ondata di immondizia per le strade di Roma: l’ennesima ondata che avviene con i 5Stelle a Palazzo Senatorio. Quindi, meglio allargare il campo di gioco: “La Mad – scrive la Ziantoni in un post su facebook – ha annunciato che chiuderà i battenti il 31 marzo. Non solo: il sindaco di Roccasecca ha chiesto formalmente di interrompere le procedure per l’ampliamento della discarica, finite al centro dell’inchiesta giudiziaria insieme a quelle per la realizzazione di un’altra discarica a Monte Carnevale. Questa situazione si ripercuoterà sulla raccolta dei rifiuti in tutte le città del Lazio”.
Ovvero, mal comune mezzo gaudio: cari romani, quando l’immondizia sommergerà i cassonetti, il problema si registrerà in altre città, quindi rivolgetevi alla Regione.

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