• martedì 20 Aprile 2021 06:56

Fratelli d’Italia e Pd chiedono la testa (politica) del vicesindaco e assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, ritenuto colpevole di aver ignorato il voto in Consiglio comunale sulla disattivazione dei varchi Ztl che sono rimasti accesi.
Martedì 6 aprile, infatti, in Consiglio comunale era stata presentata da Fratelli d’Italia una mozione che impegnava Sindaco e Giunta  prorogare l’apertura delle Ztl anche oltre la fine della zona rossa dovuta al Covid.
La mozione era passata con 21 voti a favore e 19 contro, facendo segnare l’ennesima sconfitta dei 5Stelle oramai incapaci di mantenere stabilmente la maggioranza in Aula Giulio Cesare.
Le mozioni sono atti di indirizzo politico che spettano all’Assemblea Capitolina. Da Statuto del Comune, Sindaco e Giunta sono tenuti ad “attuare gli indirizzi approvati” dal Consiglio comunale.
Invece, il 7 aprile, data prevista inizialmente per la riaccensione delle telecamere della Ztl, la mozione viene ignorata e la Ztl riattivata.
Ora, arriva il conto. Tanto i Dem quanto FdI presentano ciascuno una mozione per chiedere la rimozione di Calabrese.
In quella dei meloniani, la prima motivazione per la defenestrazione di Calabrese è quella di non aver rispettato le indicazioni sulla Ztl. La seconda sono gli “scarsi risultati raggiunti non avendo operato alla luce del principio di efficienza ma in contrasto con gli obiettivi fissati nel Piano umano della mobilità sostenibile e nel Documento unico di programmazione”.
Su quella del Pd, invece, si legge che quello sulla Ztl è solo “l’ultimo di una serie di indirizzi dati dall’Assemblea Capitolina alla Giunta che non hanno avuto riscontro: Roma Metropolitane, Risorse per Roma, Discarica di Monte Carnevale, Bolkestein” per cui i Dem chiedono l’immediata disattivazione delle telecamere ai varchi Ztl, il rimborso ai cittadini che i permessi li hanno pagati e “il ritiro delle deleghe assegnate al vicesindaco e assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese”.

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