• mercoledì 28 Luglio 2021 08:53

Il divario fra i chilometri percorsi nel mondo reale e quelli dichiarati su carta si ripresenta anche a gennaio 2021 e garantisce ad Atac una consistente fetta di soldi per servizi che gli utenti non vedono.
In più, il Comune abbassa le pretese e chiede ad Atac di fare meno chilometri. Il risultato è un doppio bonus: meno km da percorrere e, se non si fanno, tanto ci sono i soldini in più.
Questo emerge dall’analisi del rapporto sul servizio reso a gennaio da Atac (qui il link per scaricarlo dal sito aziendale).
Il primo dato che salta agli occhi è quello dei chilometri da percorrere.
A gennaio 2017 (qui il link per scaricare il report di gennaio 2017 dal sito Atac), quindi prima che arrivassero i nuovi bus, Atac doveva percorrere poco più di 8 milioni di km con i bus.
A gennaio di quest’anno il Comune chiede ad Atac di fare meno di 7,7 milioni di km coi bus.
Il raffronto fra il servizio programmato per gli autobus nel gennaio 2017 e lo stesso dato per il gennaio 2021. Fonte: elaborazione su dati Atac
Di questi 7,7 milioni di km coi bus Atac si limita a farne 7,5 milioni e arrivano 176mila km “bonus” ovvero quelli che non sono effettuati per “cause esogene”, non dipendenti da Atac ma per le quali il Comune paga comunque l’Azienda di via Prenestina. Fra le “cause esogene” rientrano le interruzioni di linea per incidenti stradali, gli eventi naturali (un ramo che rompe i cavi elettrici del tram, ad esempio), manifestazioni non programmate, disordini, malori di passeggeri e così via.
La diminuzione dell’obiettivo assegnato dal Comune all’Azienda finisce anche per avere un primo risvolto pratico sul Concordato preventivo: in termini percentuali Atac si avvicina di più agli obiettivi del concordato. E quando proprio non riesce ad arrivarci, ecco subentrare i km bonus.
Il primo esempio arriva dai tram: anche la Corte dei Conti scrive pagine allarmate sulla vetustà dei binari dei tram riportando, nel deferimento del Comune sulle partecipate, come Atac stessa riferisca che l’”età dei binari in esercizio che varia dai 25 ai 40 anni” a fronte di una “vita tecnica utile” di 25 anni. E, come Il Tempo ha certificato i magazzini di Atac sono praticamente vuoti, ci sono solo il 3% di binari nuovi, 10 scambi a destra e 7 a sinistra. La controprova è nei numeri: a gennaio 2017 i tram dovevano percorrere 488mila km, a gennaio 2021 al Comune ne bastano 288mila.
Il raffronto fra il servizio programmato e quello reso per i tram nel gennaio 2017 e lo stesso dato per il gennaio 2021. Fonte: elaborazione su dati Atac
Ancor più grave la stessa analisi sui bus: da mesi il sindaco di Roma, Virginia Raggi, presenta (e a volte ripresenta) i nuovi bus. Eppure – lo certifica ancora la Corte dei Contimetà dei bus hanno più di 15 anni e il Comune riduce l’obiettivo di km da percorrere. E, nonostante i noleggi dai privati e le linee S, Atac continua a mancare anche l’obiettivo scontato.
Poi c’è lo scandalo degli scandali: i filobus. Non girano praticamente più da mesi, i sistemi di controllo gps delle vetture (che non funzionano bene da settimane) ne rilevano una tantum.
Il raffronto fra il servizio reso per i filobus nel gennaio 2021 con i km bonus riconosciuti all’azienda. Fonte: elaborazione su dati Atac
A gennaio Atac avrebbe dovuto percorrere 154.882 km coi filobus. Ne ha percorsi davvero solo 17.761. Coincidenza: i km bonus rivendicati sono 137.121 che, sommati ai 17mila percorsi davvero, fanno, guarda caso, esattamente 154.882., il numero previsto formalmente nel contratto di servizio. Concordato rispettato nelle forma. Che poi i passeggeri non salgano è un dettaglio.

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