• martedì 22 Giugno 2021 22:42

Libri contabili in tribunale se non arriva una ricapitalizzazione; vertici di Farmacap che si dimettono platealmente durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale dedicata all’azienda che gestisce oltre 40 farmacie comunali con un totale di più di 300 dipendenti. E l’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, che di fronte a un’Aula attonita e agli ignari vertici, annuncia il progetto di “fusione per incorporazione” di Farmacap con Zétema, la società comunale che gestisce gli eventi culturali.
Benvenuti nel circo Raggi: cinque anni di governo cittadino consegnano un quadro uniforme delle società partecipate riassumibile in “fallimento”. E Farmacap è solo l’ultima in ordine di tempo.
L’impressione è che il deferimento del Comune deciso dalla Corte dei Conti sulle partecipate stia provocando la valanga e il “si salvi chi può” fra i manager nominati dalla Raggi.
Ieri, a inizio seduta, il commissario straordinario di Farmacap, Marco Vinicio Susanna, e il direttore generale Emiliano Mancini, di fronte al sindaco, Virginia Raggi, annunciano l’addio: “Rimetto il mandato con effetto immediato e in maniera irrevocabile. Chiedo di essere sostituito nel tempo più breve possibile” (Susanna); “Rimetto anch’io il mio mandato con effetto immediato nelle mani della Sindaca. Vi invito a non perdere un gioiello come Farmacap” (Mancini).
Va avanti la seduta: dai banchi 5Stelle parte un attacco pesantissimo alla Raggi e a Lemmetti. “Vergognatevi”, tuona Marco Terranova. Le opposizioni sono tutte sul piede di guerra: da Figliomeni a Politi, da Fassina al Pd, tutti accusano la Giunta Raggi del fallimento Farmacap. Lo certificano i revisori dei conti aziendali: “in assenza di un rifinanziamento dovrà essere presentata istanza di liquidazione coatta amministrativa”.
All’ultimo, tipo giocoliere, dal cilindro Lemmetti estrae l’annuncio a sorpresa: “Zétema è disposta a incorporare Farmacap. Ha le risorse, i fondi e la possibilità: la strada e le modalità ci sono”. Stupore generale e risposta del commissario dimissionario, Susanna: “L’idea risale a febbraio 2020 in un call, la vedo un pelino da approfondire”.

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