• martedì 22 Giugno 2021 22:57

Il primo round con la Corte dei Conti finisce con il quinquennio della Giunta Raggi tritato dai magistrati contabili: i bilanci del Comune non vanno, Atac non è affatto risanata come vorrebbe la propaganda grillina e l’intero sistema delle partecipate fa acqua da tutte le parti.

LINK: QUI IL TESTO COMPLETO DELLA DELIBERA 47/2021 DELLA CORTE DEI CONTI

LINK: L’ordinanza 13/2021 della Corte dei Conti

LINK: L’ordinanza 17/2021 della Corte dei Conti 

LINK: il testo della delibera di deferimento

LINK: relazione di deferimento

Si conferma, sostanzialmente, quanto già emerso con il deferimento ai danni del Campidoglio di febbraio: nonostante le controdeduzioni degli uffici comunali e l’adunanza pubblica (quella alla quale la Raggi non si è mai presentata) i dubbi dei magistrati contabili sono rimasti tutti lì: bilanci in ritardo, piano di razionalizzazione delle Partecipate incompleto, mancato “controllo analogo” (sinteticamente, quello di competenza del Comune sulla gestione delle Partecipate, ndr), sforamento dei limiti di spesa per i vertici di un paio di società, fra cui Zétema e Roma Servizi per la Mobilità.
Il Comune dovrà predisporre una serie di atti, fra i quali spicca quello di razionalizzazione delle tre società che gestiscono, progettano e programmano il trasporto pubblico e le infrastrutture, cioè Atac, Roma Metropolitane e Roma Servizi per la Mobilità. La Corte non lo dice espressamente, ma di fatto queste società devono essere raggruppate (“razionalizzate”) in una sola.
I rilievi maggiori arrivano proprio su Atac, Roma Servizi e Roma Metropolitane.
Per quest’ultima viene confermata l’inattendibilità dei bilanci 2016-2018 approvati poche settimane fa e viene stigmatizzata la mancata approvazione di quelli 2019 e 2020.
Lunghissimo il capitolo su Atac che per la Corte è tutt’altro che risanata: “Il risanamento di ATAC, attraverso la procedura di concordato preventivo con continuità aziendale, appare allo stato incerto, anche in ragione dell’epidemia”. Inoltre, il rappresentante di Atac ha “evidenziato che l’esercizio 2020 si chiuderà con una perdita di esercizio, le cui dimensioni non sono state indicate, ritenendo in ogni caso insufficienti i fondi stanziati dallo Stato per compensare l’incidenza della pandemia”.
Il trasferimento in atto della gestione della Roma-Lido e della Roma-Viterbo alla Regione (Astral e Cotral) determinerà una riduzione dei finanziamenti regionali di 75 milioni annui, da 85 a soli 10 milioni di euro anno.
Fra le “chicche” rilevate dai magistrati, c’è la vicenda dei minibus elettrici, quelli che dovevano essere 60 ma che rimarranno solo 25 perché il deposito di Porta Portese, unico attrezzato, può ricaricare solo 30 batterie.
Pesantissimi i rilievi sullo stato delle manutenzioni delle reti metro e tram e dei mezzi, giunti spesso ben oltre l’età della pensione. Per tutto questo, la Corte inviata il Comune ad “adottare adeguate misure di “razionalizzazione”.

1 commento su “La Corte dei Conti “trita” i bilanci del Campidoglio”

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