• lunedì 25 Ottobre 2021 22:28

Rifiuti sempre più nel caos e il cortocircuito politico sta per deflagrare non più solo fra i due gallettiVirginia Raggi contro Nicola Zingaretti – e i lori tifosi – M5S capitolino con la Raggi (quello regionale sta con Zingaretti) e Pd con il Presidente del Lazio – ma sta per coinvolgere, come in una valanga, tutti i sindaci dell’hinterland romano.

Riunione, l’ennesima, sul caso rifiuti con la Prefettura che fin troppo educatamente bacchetta sulle mani sia la Raggi che Zingaretti (“collaborate con spirito di leale collaborazione per scongiurare l’emergenza”). Ne escono due punti.

LINK: (28 giugno 2021) – Lettera della Prefettura sui rifiuti

Primo: la Raggi, come sindaco della Città Metropolitana, starebbe (condizionale d’obbligo ma nessuna smentita giunta) pensando di emanare una propria ordinanza per far aprire di forza la discarica di Albano Laziale

Tecnicamente, quella discarica ha l’Autorizzazione per ricevere solo i rifiuti provenienti dal TMB di Albano. Che, però, è andato distrutto. Lo spazio attualmente disponibile è pari a 250mila tonnellate. Con alcune opere si potrebbe arrivare ad aggiungerne altre 150mila, per un totale di 400mila tonnellate. Se venisse anche allargata ai terreni circostanti, si riuscirebbe a guadagnare spazio per 800mila tonnellate. Roma necessità di spazio per circa mezzo milione di tonnellate annue e la provincia per circa 250mila. Quindi, per un anno, Albano potrebbe essere in grado di “coprire” il buco di Roma (e Provincia). Solo che l’autorizzazione dovrebbe essere data dalla Regione.

Nemmeno mezz’ora dopo la notizia, già pronte le barricate del sindaco di Albano, il Pd (appena rieletto lo scorso anno), Massimiliano Borelli: “siamo schierati per il no a tutela dei nostri concittadini. Lì ci sono centri abitati, non solo di Albano Laziale ma anche di Ardea. Intendiamo opporci in tutti i modi e con tutti i mezzi legali. Invece di cercare il dialogo la sindaca Raggi pensa di decidere a colpi di ordinanza. Se questo è il metodo, a barricate si risponde con barricate”. A dar manforte al sindaco Borelli, scendono in campo i sindaci 5Stelle del quadrante: “L’ordinanza della Raggi dispiace, cercherò di fare in tutti i modi perché la discarica non venga riaperta perché quell’invaso è inquinato, sta provocando danni, non va utilizzato ma anzi bonificato”, dice Mario Savarese, sindaco di Ardea. Ancora più duro Carlo Colizza, sindaco di Marino: “Comprendo l’emergenza ma scaricare ancora su Roncigliano non lo condivido assolutamente. Serve uno sforzo corale immediato perché non si può campare di ordinanze o sospendere situazioni che si erano radicate negli anni, come la fine di quella discarica. Quando non ci sono più vie di fuga esce fuori questo tipo di provvedimenti ma a colpi di ordinanza non si va da nessuna parte”.

Secondo passaggio: per evitare un ulteriore collasso, la Regione emanerà un’altra ordinanza per far accettare a Viterbo gli scarti di Giovi (Malagrotta) e SAF.

La crisi riesce anche far sorridere: dopo i complotti adombrati dai grillini per nascondere inefficienze e incapacità – i frigoriferi, gli scalpellini, il Colosseo – l’ultima boutade la spara l’assessore comunale ai Rifiuti, Katia Ziantoni: “la Regione vuole i rifiuti per strada. Temono che la Raggi vinca”. Risate e sipario.

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