• sabato 31 Luglio 2021 15:11
Atac bus fermate piene

Un mondo diviso in due: da una parte le cifre della vita reale, dall’altra la propaganda grillina su Atac, salva per il sindaco Raggi, in veloce affondamento per i numeri veri.

Del naufragio aziendale sono testimoni i dati sulle “cause esogene”. Si tratta di una clausola del contratto di servizio fra l’Azienda e il Campidoglio che prevede il pagamento, da parte del Comune, di soldi ad Atac a fronte di un mancato servizio per motivi, almeno formalmente, non dipendenti da Atac stessa.

Nel 2020, l’Azienda ha comunicato di aver “bucato” quasi 10 milioni di km solo per i servizi di superficie, quelli, cioè, svolti con bus, filobus, tram e i piccoli bus elettrici.

Però, a fronte di questi quasi 10 milioni di km mai percorsi, in cambio l’Azienda di via Prenestina ha incassato dal Comune e dallo Stato ben 39 milioni di euro.

Dati ufficiali, questi, dunque, che certificano il disastro Atac: nonostante l’arrivo dei nuovi bus, si registra il crollo del servizio di superficie.

Un dato che trova conferma anche nei primi quattro mesi di questo 2021: sul sito aziendale, ogni mese, vengono pubblicati i dati del servizio programmato su carta e di quello reso davvero.

A gennaio Atac ha scritto di aver percorso 7,4 milioni di km con i bus. In realtà, 437mila km sono quelli fatti dalle vetture prese in subappalto, quelle che si vedono in giro per Roma con colori e scritte diverse. A febbraio 2021, la cifra dei km in subappalto è salita a 537mila km; 593mila a marzo e 574mila ad aprile. In termini percentuali, i privati in subappalto hanno percorso una media dell’8 per cento dei km che, altrimenti, avrebbe dovuto percorrere Atac.

Insomma, invece di sommare il subappalto, Atac sottrae. 

Il buco, in realtà, è anche superiore come dimostra il raffronto fra quanto programmato su carta e quanto poi effettivamente svolto.

A gennaio, Atac avrebbe dovuto percorrere 7,7 milioni di km coi bus. Ne ha percorsi davvero sono 7. A febbraio erano previsti 7,4 milioni di km, ma ci si è fermati a 6,5. A marzo, ne dovevano essere fatti 8,2 milioni ma Atac ne ha percorsi solo 7,2. E, ad aprile, invece di 7,8 milioni l’Azienda ha camminato solo per 7 milioni.

Tornando ai soldi, però, nel 2020, nelle casse Atac, sono affluiti 39 milioni, 47mila euro e spicci per 10 milioni di chilometri mai percorsi per “cause esogene”.

Trentasette milioni di euro sono i bonus Covid che lo Stato riconosce a tutte le aziende di trasporto per le limitazioni imposte dalla pandemia, bonus in scadenza questo 31 luglio.

Per il 2020, febbraio-dicembre, il Covid “copre” il costo di 8 milioni 889mila km che le vetture Atac non hanno mai percorso a servizio dell’utenza.

C’è il costo degli scioperi che ai passeggeri hanno causato la perdita di 271mila chilometri ma che all’azienda hanno “fruttato” quasi mezzo milione di euro di rimborsi.

Altra voce di “ristori” che il Campidoglio riconosce ad Atac è quella per “eventi causati da terzi”. Ad esempio, quando qualche incivile lascia la macchina sui binari del tram impendendone la circolazione. Solo sui tram questa cosa ha causato la perdita di quasi 75mila km e un rimborso all’azienda di poco meno di 200mila euro.

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