• sabato 31 Luglio 2021 13:47

 

Scale mobili e ascensori delle stazioni metro non funzionano. E i distanziamenti per il Covid sono affidati più alla buona volontà degli utenti che alle disposizioni messe in atto da Atac.

Questo emerge da un monitoraggio, i cui risultati sono stati resi noti ieri, condotto dall’Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici Locali di Roma Capitale (ACoS).

Link: Il rapporto del monitoraggio di ACoS

Monitoraggio che, per altro, evidenzia come i parametri adottati da Roma Servizi per la Mobilità (RSM) – agenzia del Comune cui è demandato il controllo sul rispetto di quanto previsto dal Contratto di servizio e che, in caso di inosservanza, commina le sanzioni ad Atac – siano in realtà molto aleatori: RSM non conteggia nella funzionalità quelle scale o quegli ascensori “fermi “per cause di forza maggiore” e per un lasso di tempo che superi la metà delle ore di punta attese”.

ACoS, nel proprio monitoraggio, innanzitutto enumera i vari impianti esistenti: per la metro A 135 scale mobili e 41 ascensori; per la B, 41 scale mobili e 37 ascensori; per la B1 96 scale mobili (è una linea con stazioni molto profonde) e 22 ascensori; e, infine, per la C 92 scale mobili e 61 ascensori.

Desolante il quadro reso nel monitoraggio che è stato condotto nei mesi di maggio e giugno e che conferma, come scrive la stessa ACoS, “i disservizi che i cittadini quotidianamente devono affrontare”.

Un terzo delle volte non si è trovata traccia del personale Atac in stazione per il supporto agli impianti: non a caso, con grande frequenza i portatori di handicap finiscono per rimanere bloccati nelle stazioni.

Per gli impianti, invece, i dati sono preoccupati: solo nel 37 per cento dei casi tutte le scale mobili presenti nelle stazioni erano funzionanti. Il 54 per cento delle volte, ce n’era almeno una fuori uso. Il 9 per cento, invece, erano tutte ferme. Sugli ascensori il dato è migliore: 68% tutti funzionanti, il 15% funzionanti solo alcuni e il 17% tutti rotti.

È la linea B1 quella che registra le peggiori performance e per una linea profonda e nuova è un enorme problema: solo nel 10% dei casi tutte le scale funzionavano. L’80% delle stazioni aveva almeno una (e spesso sono molte più di una) scala fuori servizio e per un altero 10% dei casi erano completamente fuori servizio.

Altra linea con giganteschi problemi è la C: il 43% delle scale mobili funziona, il 57% registra almeno un impianto fuori uso.

Infine, la linea B: qui si evidenzia il dato peggiore sulle stazioni con tutte le scale mobili fuori servizio, ben il 29%.

L’ultimo dato allarmante è legato al Covid. Con grande frequenza gli utenti hanno lamentato lo scarso rispetto dei distanziamenti con Atac che ha sempre risposto che era tutto a posto. Dall’analisi di ACoS emerge che gli utenti hanno ragione: nel 63% dei casi monitorati non era presente nessun addetto di stazione che si occupasse di far rispettare le norme di distanziamento. Nelle banchine e sulle scale mobili, poi, queste percentuali scendono a livelli drammatici: 4% sulle prime e addirittura 1% sulle seconde. Il rispetto delle distanze, quindi, rilevato fra l’88 e il 92%, è affidato al buon senso dei romani.

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